SICUREZZA. Le carenze delle scuole secondo Cittadinanzattiva

L’intonaco crolla. Gli incidenti aumentano. Le palestre non sono in buono stato. In una scuola su dieci manca addirittura l’acqua potabile. E la "maglia nera" dell’anno va alle mense che spesso sono collocate in locali impropri e inadeguati. Questa la fotografia delle scuole italiane scattata da Cittadinanzattiva, che ha presentato oggi a Roma il V Rapporto nazionale "Sicurezza, qualità e comfort a scuola" nell’ambito della campagna ImparareSicuri 2007. La sicurezza negli istituti scolastici italiani lascia a desiderare: è quanto rileva l’indagine effettuata su 184 edifici scolastici (46 scuole dell’infanzia, 85 primarie, 27 secondarie di primo grado, 25 secondarie di secondo grado e 19 istituti comprensivi) di 15 regioni e 75 città italiane.

Più della metà degli edifici è stata costruita prima del 1974, anno in cui – ricorda lo studio – fu emanata la legge su "Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche". Il 44% delle scuole monitorare sorge in aree a rischio sismico. Il 30% è stato interessato da episodi di vandalismo e il 15% da episodi di bullismo. Non mancano i passi avanti: il 30% delle scuole monitorate utilizza fonti di illuminazione a basso consumo. Le note dolenti cominciano però dalle mense che si aggiudicano – denuncia Cittadinanzattiva – la "maglia nera" dell’anno: nell’11% delle scuole monitorate si utilizzano come mensa locali impropri, inadeguati e non sicuri. Si contano crolli di intonaco nel 27% delle mense controllate, fili elettrici scoperti nel 30% dei casi, pavimentazione irregolare nel 35% e polvere, imbrattamenti, assenza di porte antipanico (come accade anche per i cortili).

Negli istituti scolastici italiani ci sono situazioni di insicurezza quotidiana legate alla presenza di cancelli aperti durante le ore di lezione, recinzioni in cattive condizioni, spigoli non protetti e armadi non ancorati al muro. L’indagine continua a registrare crolli di intonaco, che riguardano una scuola su quattro, e mancanza di certificazioni: il 41% delle scuole è privo del certificato di agibilità statica, il 43% del certificato di agibilità igienico-sanitaria e il 52% del certificato di prevenzione incendi. Altra nota dolente è quello della sporcizia, di rifiuti non rimossi e polvere che interessano in primo luogo le mense (31%), la segreteria (25%) e la sala professori (20%). Nell’11% delle scuole manca addirittura l’acqua potabile: si tratta di nove scuole in Sicilia, otto in Calabria (la regione che raccoglie la condizione complessiva peggiore), due in Emilia Romagna, una rispettivamente nelle Marche e in Lombardia. E in molte scuole ci sono condizioni precarie nei bagni, privi di carta igienica (30% dei casi), di sapone (43% dei lavandini) e di asciugamano (59%). Un dato positivo è rappresentato dal fatto che non sono state segnalate barriere architettoniche all’ingresso degli edifici monitorati o, nei casi in cui erano presenti, è stata predisposta un’apposita entrata. I problemi arrivano però all’interno delle scuole dove, fra i servizi didattici, la biblioteca presenta un maggior numero di barriere (30%) seguita dalla mensa (25%), dai servizi igienici (21%), dalla palestra (19%), dal cortile (14%) e dalle aule computer (8%).

Aumentano inoltre gli incidenti a scuola, come segnalano anche i dati dell’Inail. Nelle scuole controllate da Cittadinanzattiva sono stati segnalati 780 incidenti dei quali 631 a studenti. Nel 50% dei casi le cause sono accidentali, oppure si tratta di cadute durante le attività sportive (38%). Le palestre non sono in buono stato: il 39% delle scuole non ha una palestra propria; le palestre esistenti presentano barriere architettoniche (19% dei casi), segni di fatiscenza sulle pareti (18%) mentre nella metà delle scuole manca la cassetta di pronto soccorso e in nessun caso ci sono attrezzature adeguate per i disabili. Quando manca la palestra si va in cortile ma anche questo è carente in sicurezza: il 24% dei cortili ha una recinzione in cattive condizioni e nel 31% dei casi manca la porta antipanico.

L’indagine – presentata oggi a Roma dal segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini e dalla responsabile Adriana Bizzarri alla presenza del sottosegretario del Ministero della Pubblica Istruzione Gaetano Pascarella – fa parte della campagna "ImparareSicuri" che si svolge con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e comprende la V Giornata nazionale sulla sicurezza, in calendario per il 26 novembre. "Continueremo a batterci su questi temi – ha detto Teresa Petrangolini – finché non avremo vinto: vincere vuol dire che non succeda più quello che è successo a San Giuliano ma anche che chi mangia nelle mense non abbia la polvere sul cibo". E a seguito dei 215 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato per la sicurezza antisismica e dei 750 milioni di euro per la manutenzione finanziati da Stato, Regioni, Province e Comuni, Cittadinanzattiva chiede fra l’altro continuità nei fondi per la messa in sicurezza, completamento e uso dell’anagrafe scolastica, partecipazione dei cittadini, costante attività di informazione su salute e sicurezza e federalismo responsabile.

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