SICUREZZA. Media e sport: regole per chi telefona in trasmissione. Soddisfatto il Garante Privacy

Il mondo dei media si impegna a realizzare misure adatte, quando necessario, a rendere individuabili le persone che si collegano telefonicamente, in audio o in audio video, alle trasmissioni. E’ quanto prevede lo schema di decreto del Ministero delle comunicazioni che recepisce il "Codice media e sport". Parere favorevole è stato espresso dal Garante privacy che ha ritenuto questa previsione "coerente rispetto alle finalità perseguite dal codice, sia per la sua valenza dissuasiva (in caso di telefonate che incitino alla violenza), sia per l’aiuto che esso può fornire alle emittenti alle quali spetta il compito di valutare l’idoneità a partecipare ad ulteriori trasmissioni di quei soggetti che si sono resi responsabili di violazione del codice di autoregolamentazione".

L’Autorità ha indicato alcune ipotesi che il Ministero, una volta recepito il codice, potrà eventualmente valutare per uniformare i comportamenti delle emittenti riguardo alle misure da adottare: annotazione del numero telefonico o a seconda dei casi richiesta delle generalità del chiamante; tempi di conservazione dei dati quando non si sono verificate violazioni del codice. Al codice di autoregolamentazione hanno aderito, tra gli altri, emittenti televisive e radiofoniche, l’Ordine dei giornalisti, l’Unione stampa sportiva italiana la Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), la Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali ).

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