SICUREZZA. Nel 2006 segnalati all’UE +32% di prodotti pericolosi. Nel 2007 +35%

BRUXELLES. La Commissione europea ha pubblicato oggi il rapporto Rapex 2006 (il sistema di allerta rapido Ue) sui prodotti di consumo che possono causare rischi alla salute dei consumatori di cui Help Consumatori aveva già fornito un’anteprima completa.

La relazione evidenzia che nel 2006 è cresciuto del 32% il numero dei prodotti identificati come pericolosi nell’ambito dell’Unione europea e per la prima volta i giocattoli hanno sorpassato le apparecchiature elettriche quale categoria più spesso oggetto di notifica. La Cina è risultata il paese di origine in quasi la metà di tutti i casi notificati (48%).

Anche nel primo trimestre 2007, stando a quanto segnala Stefano Soro, responsabile dell’unità Sicurezza dei prodotti e dei servizi della Commissione europea, " il numero di notifiche è cresciuto del 35% rispetto al trimestre 2006. Questo non significa che è aumentato il numero di prodotti pericoli in circolazione nei Ventisette, perchè ad essere cresciuto è il numero delle segnalazioni di prodotti gravemente pericolosi fatti dagli Stati Membri e dai produttori alla Commissione Europea. Si tratta- ha detto- di un risultato incoraggiante se teniamo presente che la direttiva è entrata in vigore solo nel 2004 e i numeri sono quasi raddoppiati negli ultimi anni".

Nel 2006 la Commissione Europea ha confermato 1051 notifiche un dato che per la prima volta supera il migliaio. Le notifiche sono classificate in base al grado di urgenza e il dato più allarmante riguarda il numero di notifiche di prodotti che hanno presentato "gravi rischi" per la salute dei consumatori (comprese le minacce immediate ma anche i possibili rischi a lungo termine) che son state segnalate attraverso il sistema di scambio rapido di informazioni, le quali sono passate dalle 388 del 2004 al 701 del 2005 per arrivare nel 2006 a 924.

Tra i prodotti notificati con maggiore frequenza nel 2006 vi sono: i giocattoli (221 notifiche, 24%), le apparecchiature elettriche (174 notifiche, 19%), i veicoli a motore (126 notifiche, 14%), i dispositivi di illuminazione (98 notifiche, 11%). Ben rappresentati nel mercato dei difettosi anche gli articoli per la cura dei più piccoli (fasciatoi, seggioloni instabili), i cosmetici (5%) e l’abbigliamento (4%). I prodotti alimentari e farmaceutici invece sono esclusi dal sistema Rapex perchè la loro sicurezza è garantita da altri sistemi di intervento.

I giocattoli, le apparecchiature elettriche e i veicoli a motore corrispondono da soli a più di metà delle notifiche presentate nel 2006. Alcuni di questi i sono stati esposti oggi nella sede del Berlaymont della Commissione europea: dall’orsacchiotto all’asciugacapelli, dai detergenti spray alle minimotociclette, dagli accendini al ferro da stiro.

Le cinque principali categorie di rischio sono risultate essere: lesioni (274 notifiche, 25%), folgorazioni (270 notifiche, 24%), rischio di incendio/ustioni (194 notifiche, 18%), strangolamento/soffocamento (157 notifiche, 14%), rischio chimico (95 notifiche, 9%).

"Questo sistema di allarme rapido – ha affermato Meglena Kuneva, commissario europeo incaricato della tutela dei consumatori- costituisce un valido strumento di sorveglianza ed è nel contempo un eccellente esempio di valore aggiunto europeo. Il crescente aumento delle notifiche – ha poi aggiunto- è un buon segno, sta ad indicare che la vigilanza in Europa migliora continuamente. La relazione annuale che si pubblica oggi indica che nel 2006 il sistema ha funzionato meglio che mai. Il mio compito è portare il sistema a funzionare al massimo delle sue potenzialità."

Se si esclude la Cina, da cui provengono la maggior parte (48%) di questi oggetti e i prodotti che hanno un’origine sconosciuta (17%), sono la Germania (5%)e l’Italia (4%) i paesi europei che producono il numero maggiore di prodotti pericolosi. Seguono Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone (a pari merito con un 3%) mentre Spagna, Francia e Polonia si contendono ciascuno il 2%. Solo 1% dei prodotti oggetti di notifica da parte del sistema Rapex provengono da Taiwan, Thailandia e Corea del Sud.

Nel caso di prodotti che presentano un grave rischio, tale da richiedere un intervento rapido della Commissione e a volte la visibilità politica e mediatica del problema, gli Stati membri informano immediatamente la Commissione tramite il sistema RAPEX. Le notifiche sono aggiornate settimanalmente sul sito internet della Commissione e rese accessibili a tutti gli altri Stati e a tutti i cittadini dell’Unione.

In questo lavoro di notifica pochi Paesi sono efficienti: dai dati di Bruxelles emerge che lo svolgono egregiamente i tedeschi (16% con 144 segnalazioni in tutto il 2006, quasi 40 più dell’anno precedente) gli ungheresi (15%, 140 rispetto ai 122 del 2005), i greci (11%) e gli inglesi (10%). Ma tutti questi Paesi erano già molto attivi anche nel 2005. Pessimi e recidivi gli italiani che nel 2006 hanno prodotto solo 6 notifiche (1%, con 4 in pi rispetto al 2005). Più di 40% di tutte le notifiche riguarda misure volontarie adottate dalle imprese – un incremento annuo di tutto rispetto. Questo è un chiaro segnale della crescente sensibilizzazione degli operatori economici europei sulle questioni della sicurezza.

Considerato che la Cina è diventata in breve tempo uno dei principali esportatori di beni di consumo verso l’Europa, nel 2006 la Commissione ha intensificato la cooperazione e ha firmato un Memorandum d’intesa e una Roadmap aventi per oggetto giocattoli più sicuri per i bambini al fine di migliorare la sicurezza dei prodotti che entrano sul territorio comunitario. Una delegazione europea e il commissario Kuneva si recheranno nel Paese questo autunno per rafforzare i contatti con le autorità competenti cinesi.

Il caso italiano. Il 4% dei prodotti segnalati tramite il sistema Rapex nel 2006 è prodotto in Italia, eppure, spiega Soro, "il dato non deve affatto preoccuparci se consideriamo che l’Italia è uno dei maggiori paesi prodotti di oggetti di consumo". Per quanto riguarda invece la pigrizia italiana, il responsabile dell’unità Sicurezza dei prodotti e dei servizi della Commissione europea segnala che con il "ministro Bersani si è assistito a una maggior presa di coscienza del problema, pur nei limiti dei vincoli di bilancio".

Va rilevato inoltre, aggiunge Soro, che sebbene non sia molto produttiva in termini di notifiche al sistema Rapex, "l’Italia risulta essere tra i primi posti invece nella classifica dei Paesi più attenti alla sicurezza alimentare, grazie soprattutto all’attività dei Nas delle Asl".

La relazione RAPEX 2006 può essere consultata in inglese, francese e tedesco al sito internet.

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