SICUREZZA. Numero di emergenza europeo, Italia condannata per inadempimento

La Corte di giustizia delle Comunità europee ha condannato oggi l’Italia per inadempimento della direttiva sul servizio universale ed i diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, in particolare a causa del funzionamento del "112" (Numero d’emergenza unico europeo ). Istituito nel 1991 con la direttiva 2002/22/CE che imponeva agli Stati membri di adoperarsi affinché gli operatori di telecomunicazioni comunichino ai servizi di soccorso, nella misura in cui sia tecnicamente fattibile, l’ubicazione di coloro che chiamano il 112 da telefoni mobili o fissi.

Gli Stati membri dovevano adottare le misure necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 24 luglio 2003.

Non essendo stata informata delle misure adottate dall’Italia, la Commissione ha avviato un procedimento per inadempimento. Nel 2006 ha inviato all’Italia una lettera di diffida e l’Italia ha riconosciuto gli obblighi derivanti dalla direttiva. La Commissione ha invitato, pertanto, l’Italia a conformarsi entro due mesi al parere. L’Italia si è limitata a comunicare alla Commissione che gli operatori telefonici avevano auspicato "un aiuto tecnico operativo, necessario all’attuazione del servizio".

La Commissione, non avendo ricevuto ulteriori informazioni dall’Italia e ritenendo la risposta insoddisfacente, ha presentato un ricorso per inadempimento davanti alla Corte di giustizia che si è concluso con la condanna dell’Italia avendo, quest’ultima, omesso di mettere a disposizione delle autorità chiamate ad intervenire in caso di urgenza le informazioni relative alla localizzazione della chiamata, nei limiti della fattibilità tecnica per tutte le chiamate destinate al numero d’urgenza unico europeo "112".

Comments are closed.