SICUREZZA. Oggi è la Giornata europea del 112, il numero unico delle emergenze

Oggi si celebra la Giornata europea del 112, il numero unico europeo per le emergenze. Per l’occasione il Commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, ha invitato gli Stati membri a far conoscere di più questo servizio, visto che ancora un cittadino su quattro non sa che può chiamare il 112 per contattare la polizia, i vigili del fuoco o un servizio medico, sia quando si trovano nel proprio paese che in altri paesi dell’UE. Addirittura in Italia, in Grecia e nel Regno Unito meno del 10% dei cittadini è consapevole dell’esistenza del 112.

Sapere dove si trova chi chiama il 112 può accelerare l’arrivo dei servizi di emergenza, ridurre le conseguenze per i feriti e addirittura salvare vite umane. I call centre di 20 paesi dell’UE (rispetto ai 9 del 2008) forniscono praticamente all’istante ai servizi di emergenza la posizione del cittadino che chiama il 112 grazie a sistemi di localizzazione in modalità "push" (cioè con inoltro diretto dei dati alle centrali operative del 112) o "pull" quasi istantanea (cioè su interrogazione esplicita degli operatori).

Per garantire il buon funzionamento del numero 112 la Commissione ha avviato procedimenti nei confronti di 14 Sati membri che non avevano messo a disposizione la funzione di localizzazione del chiamante: 13 procedimenti sono ora stati archiviati dopo l’adozione di misure correttive (la causa contro l’Italia è ancora in corso). Erano stati avviati anche procedimenti nei confronti della Polonia e della Bulgaria, entrambi archiviati, per problemi di disponibilità del 112 e nei confronti dell’Italia riguardo al corretto trattamento delle chiamate al 112 da trasferire ai servizi di emergenza; anche questo caso è stato archiviato di recente.

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