SICUREZZA. Ordinanza cani, TAR Lazio respinge ricorso Codacons

Il TAR Lazio ha respinto il ricorso che il Codacons aveva presentato avverso l’ordinanza del 3 marzo 2009 in materia di "tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani" firmata dal sottosegretario Martini che ha dichiarato: "La decisione del Tar del Lazio è un segno tangibile che abbiamo intrapreso la strada giusta, strada che peraltro la civile Svizzera ha fatto propria, ed è di sostegno all’azione da me intrapresa".

Il Codacons era intervenuto contro l’ordinanza del Sottosegretario Martini adducendo come motivazione una presunta assenza di azioni concrete contro le aggressioni. Il Tribunale Amministrativo ha invece sostenuto l’ordinanza Martini, confermandone la validità ai fini della prevenzione dei rischi. Nel provvedimento, infatti, sulla base della valutazione del rischio potenziale o concreto della incolumità pubblica sono state inserite una serie di misure graduate, la cui attuazione coinvolge, a diverso titolo, proprietari/detentori dei cani, servizi veterinari della ASL, medici veterinari liberi professionisti ed Ente Locale che danno maggiori garanzie di prevenzione rispetto ad una lista di razze ritenute "pericolose" senza alcuna evidenza scientifica.

Nel respingere il ricorso del Codacons il TAR ha condiviso le motivazioni presentate dal Ministero ritenendo valido il principio in base al quale alla Pubblica Amministrazione, sulla base della propria discrezionalità tecnica, spetta il compito di individuare gli aspetti di prevenzione e le misure ritenute più adeguate per il raggiungimento dello scopo; misure che, sancisce il TAR, "non appaiono palesemente irragionevoli".

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