SICUREZZA. Provincia di Milano: la microcriminalità fa sempre più paura

La microcriminalità fa sempre più paura, soprattutto alle cd "fasce deboli" della popolazione. Questo quanto emerge dai risultati di un questionario dedicato alla percezione del tema della sicurezza dei cittadini dell’area metropolitana milanese promosso dalla Provincia del capoluogo lombardo nel corso dell’incontro "Città vivibili, città sicure".

L’iniziativa – che conclude la terza edizione di PROXPRO promossa dalla Provincia di Milano per condividere con i cittadini i punti di forza e le criticità del territorio – voleva essere un’occasione di riflessione sulla crescita dell’insicurezza nell’ultimo decennio, sul crescente allarme sociale e sulle possibili risposte da parte delle Istituzioni che devono far fronte a un vissuto di vulnerabilità espresso dai più diversi segmenti della società civile.

Dai risultati del questionario – che ha coinvolto 2.714 cittadini residenti nei 15 Comuni della Provincia di Milano – emergono alcuni dati che impongono una riflessione.

"La prima considerazione è che il 50% degli intervistati ritiene che la microcriminalità sia in continua crescita – ha dichiarato a Help Consumatori Filippo Penati, presidente della Provincia – contro un esiguo 5% che lo considera invece un fenomeno in netta diminuzione".

La seconda valutazione che emerge dai risultati del questionario è che l’allarme sociale è maggiormente percepito dalle "fasce deboli" della popolazione: donne anziani, disoccupati e soggetti a bassa scolarizzazione.

"Questo indica chiaramente che il problema della sicurezza riguarda soprattutto quei cittadini che spesso abitano nelle periferie dove si concentrano degrado e marginalità. E si somma inoltre, alla netta percezione di un forte problema di insicurezza sociale, relativa alla crisi del mercato del lavoro e alle molte criticità che perturbano ormai la vita quotidiana dei cittadini", continua Penati.

Ma come invertire il trend negativo e migliorare il sentiment dei cittadini?

"Servono più agenti di polizia di origine straniera ma con cittadinanza italiana per meglio far rispettare agli immigrati l’ordinamento del nostro Paese e aumentare la fiducia nella giustizia" è la proposta lanciata dal Presidente della Provincia di Milano. "L’assunzione nelle forze dell’ordine di agenti provenienti da altri Paesi, divenuti cittadini italiani, come avviene in altre nazioni, renderebbe più efficace la prevenzione e la repressione dei crimini compiuti da stranieri di diverse etnie e permetterebbe di far rispettare meglio l’ordinamento del nostro Paese. Gli agenti di origine straniera favorirebbero inoltre la comprensione delle diverse etnie e i processi di dialogo con loro".

Ma non solo. Secondo il presidente della Provincia, "la loro presenza sancirebbe infine in maniera evidente la realizzazione del processo di integrazione delle comunità straniere: vedere tra i rappresentanti degli apparati della giustizia persone originarie del proprio stesso Paese aiuterebbe tutti gli immigrati a sentirsi parte della nazione, cittadini con pari diritti e pari doveri", ha concluso Penati.

 

 

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