SICUREZZA. Randagismo, presentato a Palermo progetto pilota

Ci sarà una Unità operativa territoriale e un piano di interventi in cinque fasi, dal censimento e iscrizione in anagrafe alla cattura dei cani vaganti: è stato presentato oggi a Palermo il progetto pilota che intende affrontare il problema del randagismo in Sicilia. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, intervenendo alla presentazione del progetto pilota elaborato da esperti del Ministero e Assessorato alla sanità della Regione Sicilia, ha sottolineato che "il grave problema del randagismo nella Regione Sicilia richiede un intervento mirato e programmato relativamente ad ogni singolo elemento, realizzato in un arco di tempo predeterminato e limitato, al fine di ottenere i risultati prefissati diminuendo i rischi di nuovo incremento della popolazione canina vagante e non gestibile. Il progetto pilota che presentiamo oggi, una volta testato nella Provincia di Ragusa potrà essere adattato ed esteso alle altre province e potrà rappresentare un prezioso riferimento per altre Regioni che soffrono di analoghi problemi".

Ministero del lavoro, salute e politiche sociali in collaborazione con l’Assessorato regionale della sanità della Sicilia coordineranno e monitoreranno le attività di un’apposita "Unità operativa territoriale" costituita da rappresentanti dei Sindaci, della Provincia, del Dipartimento Regionale di Protezione Civile di Ragusa, del Servizio veterinario della AUSL di Ragusa e di un altro servizio veterinario designato dall’Assessore alla Sanità, delle Associazioni animaliste.

In particolare il progetto prevede cinque fasi operative: censimento dei cani con padrone, identificazione con microchip e iscrizione in anagrafe canina; censimento e adeguamento delle strutture di ricovero esistenti per ospitare i cani vaganti catturati realmente senza padrone; cattura dei cani vaganti con i metodi idonei a garantire il maggior rispetto possibile per l’animale; sterilizzazione dei cani vaganti catturati e nelle situazioni critiche, previo accordo con gli organi professionali e promozione della sterilizzazione dei cani di proprietà; campagna di comunicazione con informazione ai cittadini e progetti formativi nelle scuole, di durata almeno triennale, con verifica del cambiamento culturale sulla responsabilità del possesso di un cane.

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