SICUREZZA. Regione Lombardia predispone piano triennale per la prevenzione degli infortuni domestici

Una campagna di sensibilizzazione e di informazione per genitori e insegnanti, la promozione di stili di vita sani, l’attivazione della comunità che circonda gli anziani: sono alcune delle iniziative previste dal Piano triennale per la prevenzione degli infortuni domestici approvato dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Sanità, Alessandro Cè.

Tra gli obiettivi del piano vi sono appunto la messa in rete di tutti gli attori coinvolti nella prevenzione, oltre a una serie di interventi di informazione e di educazione alla salute, rivolti soprattutto ai genitori dei bambini in età infantile e alla popolazione ultra 65enne. Lo scopo ultimo del Piano è quello di arrivare a una riduzione sensibile degli infortuni domestici soprattutto per quanto riguarda le due categorie più a rischio già citate, cioè i bambini e gli anziani.

"Si tratta di un provvedimento significativo, già previsto quale punto qualificante del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 2006-2008 – ha dichiarato l’assessore Cè – che va in direzione di una sempre più decisa presenza dell’aspetto della prevenzione e dell’appropriatezza delle cure nel nuovo sistema sanitario regionale. Infatti solo così, mettendo cioè la prevenzione al centro della politica di tutela della salute, potremo avere importanti frutti nel futuro sia in termini di salute dei cittadini sia di risparmio di risorse".

LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA – Le intossicazioni da veleni nei bambini e i traumi per caduta degli anziani sono i pericoli più frequenti tra le mura di casa, e le principali cause di ricovero nella nostra Regione. In particolare, i traumatismi occorsi ad anziani fra le mura domestiche rappresentano il 45% del totale e, di questi, il 60% è dovuto a fratture. Le più colpite, fra gli over 65, sono le donne con un rapporto di 2 a 1 rispetto a gli uomini. Sempre riguardo agli anziani, i luoghi più pericolosi per loro si sono rivelati la cucina (18% degli infortuni), le scale (17%), l’orto e il giardino (16%). I bambini, invece, sono esposti maggiormente al rischio di ingestione di veleni e sostanze tossiche presenti normalmente in casa (candeggina, detersivi, medicinali) o di corpi estranei.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO – Per arrivare a una riduzione sensibile degli infortuni domestici, il Piano di prevenzione adottato dalla Regione Lombardia prevede di agire principalmente su tre fronti: sensibilizzando i genitori, formando gli operatori di ASL e scuole materne, creando una rete di comunità attorno agli anziani a rischio. Alle ASL, recepite le linee guida regionali, toccherà il compito di pianificazione delle singole iniziative locali. In particolare, per quello che riguarda i bambini fino a 3 anni, si prevede di intensificare la "Campagna informativa di prevenzione delle intossicazioni acute in età pediatrica" con la diffusione di materiale informativo e opuscoli ad hoc per i genitori, e coinvolgendo attivamente i Pediatri di Libera Scelta. Per i bambini in età compresa tra i 4 e i 10 anni (scuole materne ed elementari), il Piano prevede invece la formazione degli insegnanti, ai quali toccherà poi il compito di inserire nei curricula scolastici i metodi, da loro ritenuti più efficaci, per educare i bambini ai comportamenti corretti nei confronti di possibili infortuni. Parte significativa del Piano, come detto prima, è dedicata al capitolo degli anziani, la cui principale causa di infortunio sono le cadute in casa (traumatismi). La Regione prevede di intervenire – con lo scopo di modificare i comportamenti e le situazioni a rischio – principalmente sulla rete di relazioni (la "comunità") che circonda l’anziano: volontari, parenti, medici di base, farmacisti, "care givers". Le ASL vengono sollecitate tra l’altro a mettere in campo un’azione specifica di promozione dell’esercizio fisico fra la popolazione anziana, soprattutto verso quelle discipline "morbide" che migliorano l’equilibrio.

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