SICUREZZA. Resta obbligo di visto per viaggi in alcuni Paesi terzi. Commissione Ue adotta relazione

Resta l’obbligo del visto per i cittadini dell’Unione europea, da parte di alcuni Paesi terzi. La Commissione Ue ha adottato oggi la quarta relazione che mantiene quest’obbligo, violando il principio di reciprocità. Nella relazione si illustrano, comunque, i progressi compiuti dall’Ue verso la piena reciprocità: con Israele, Malaysia e Paraguay la reciprocità è totale; con il Canada è migliorata; nel dialogo con l’Australia la Commissione è riuscita a ottenere, per i cittadini di tutti gli Stati membri, l’accesso al meccanismo di rilascio agevolato ("autogrant facility"). Ad ottobre 2008 sarà istituito il sistema australiano eVisitors e tutti i cittadini dell’Ue godranno di pari trattamento. Con il Brasile sono cominciati i negoziati per un accordo di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata.

Nessun progresso, invece, con il Giappone, Panama, Singapore e gli Stati Uniti d’America. Il visto per gli USA è obbligatorio ancora per i cittadini di 12 Stati membri, nonostante gli sforzi fatti in sede comunitaria. Al vertice UE-USA del giugno 2008 gli Stati Uniti si sono impegnati a includere entro l’anno altri paesi dell’UE nel programma "Viaggio senza visto" (VWP). Se non lo farà la Commissione prenderà misure di ritorsione, vale a dire il ripristino temporaneo dell’obbligo di visto per i cittadini americani titolari di passaporto diplomatico e di servizio/ufficiale, a partire dal 1° gennaio 2009. Il Giappone sta esaminando la possibilità di estendere ai cittadini rumeni l’esenzione dal visto per soggiorni di breve durata; Panama intende esentare dall’obbligo di visto i cittadini bulgari e rumeni; per Singapore la Commissione Ue sta pensando di introdurre misure di ritorsione se, entro termini ragionevoli, non sarà raggiunta la piena reciprocità.

Il vicepresidente della Commissione Ue Jacques Barrot, commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, ha sottolineato l’utilità del meccanismo di reciprocità: "La relazione mostra chiaramente come il dialogo con i paesi terzi nell’ambito del nuovo meccanismo di reciprocità del visto si riveli ancora una volta efficace, avendo portato all’abolizione del visto per tutti i cittadini di altri tre paesi europei. La relazione, però – ha spiegato Barrot – propone anche misure di ritorsione là dove non si registrino progressi sufficienti. È inaccettabile che i cittadini di alcuni paesi terzi godano dell’esenzione dal visto per l’UE mentre alcuni nostri stessi cittadini non possono recarsi in quei paesi senza visto. Questo è il principio cardine del nostro meccanismo di reciprocità, ed è mia ferma intenzione garantire che sia pienamente rispettato."

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