SICUREZZA. Rischio sismico, Cittadinanzattiva: italiani fatalisti e poco informati

Gli italiani e i terremoti: sono un po’ più informati sui sismi e sui comportamenti corretti da tenere ma non al punto da cambiare atteggiamento e informarsi bene sul luogo in cui vivono, sulle proprie case e sulle scuole – che godono in realtà di una considerazione piuttosto bassa. Nonostante il rischio sismico interessi quasi il 70% della popolazione , gli italiani restano poco informati, molto fatalisti, poco inclini a prendere provvedimenti concreti per rendere sicura la propria abitazione, in particolar modo al Sud. È quanto evidenzia la II Indagine su "Conoscenza e percezione del rischio sismico", presentata da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Protezione Civile, in occasione della VIII Giornata nazionale della sicurezza scolastica che si svolge oggi in oltre 5mila scuole.

Dall’indagine emerge che "dopo la tragedia del terremoto dell’Abruzzo, sono migliorate le conoscenze sul terremoto e sui comportamenti corretti nei genitori (lo riconosce il 57%) e soprattutto negli studenti (oltre il 70%). Tuttavia poco è cambiato sul fronte delle azioni concrete che gli intervistati avrebbero dovuto mettere in atto: circa i due terzi di genitori e studenti non si sono attivati per conoscere le caratteristiche strutturali della propria casa, né le condizioni di sicurezza della scuola frequentata, né la zona sismica in cui si trova il Comune in cui vivono".
L’indagine è stata realizzata attraverso questionari rivolti a 4.411 studenti di scuole superiori di primo e secondo grado e 2.490 genitori. 178 le scuole coinvolte, appartenenti a 18 regioni.

"Genitori e studenti conoscono i comportamenti corretti da tenere a casa e scuola in caso di evento sismico e ciò indica quanto produttive siano le iniziative di prevenzione e quanto sia importante proseguire ed estendere tali attività a tutti i cittadini – afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva – tuttavia i cittadini mostrano di non conoscere il Piano comunale di emergenza, né le condizioni di sicurezza della casa in cui vivono o della scuola che frequentano. Per questo riteniamo non più rinviabile: l’obbligo per tutti i Comuni del Piano di emergenza e della sua diffusione tra i cittadini e la messa in sicurezza delle scuole, a cominciare da quelle situate in zone ad elevato rischio sismico".

Gli italiani sono fatalisti (44% dei genitori e 40% dei ragazzi) e poco informati. Hanno una scarsa considerazione del livello di sicurezza delle scuole frequentate: "Solo un genitore su quattro (24%) si dice sicuro che la stessa sia costruita secondo i criteri antisismici e, dall’altra parte, a confortarli non c’è nemmeno la percezione dei loro figli, visto che il 28% di essi non ritiene sicura la scuola che frequenta. Ad essi vanno aggiunti coloro che dichiarano di non sapere se la propria scuola sia sicura o meno (41,5%): complessivamente il 69,5% degli studenti del campione intervistato".

Scarsa anche la conoscenza dei Piani comunali di emergenza, sconosciuti alla maggior parte delle persone: solo il 22% di genitori e figli ne è a conoscenza e soprattutto hanno del Piano una conoscenza superficiale, visto che oltre l’80% degli adulti e il 78% dei ragazzi non conosce le aree comunali di attesa, quelle in cui radunarsi in caso di emergenza.

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