SICUREZZA. Scuola, Cittadinanzattiva: Premio “Vito Scafidi” per non dimenticare

Memoria, impegno e futuro. Il Premio Buone Pratiche nella scuola "Vito Scafidi" rappresenta – nelle parole di Anna Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva – un monito affinchè non accada più che si muoia durante un espletamento di un diritto/dovere. Il Premio, giunto alla sua V edizione, è stato consegnato questa mattina a quattro scuole vincitrici che attraverso altrettanti progetti hanno dimostrato che la scuola può promuovere educazione alla sicurezza e alla salute.

Ma facciamo un passo indietro: nel novembre 2008 Vito Scafidi moriva tra i banchi del suo Liceo Scientifico di Rivoli (TO) colpito dalla caduta di un controsoffitto. Da qui l’idea di Cittadinanzattiva di dedicare il Premio (già istituito nel 2007) alla sua memoria. Il Premio si svolge nell’ambito della campagna Impararesicuri.

Le quattro scuole sono state premiate da una giuria di esperti e hanno avuto la meglio su 142 progetti provenienti da scuole di tutta Italia (con una preferenza dal Nord): sono state scelte in base a diversi criteri di valutazione (impatto, cambiamenti prodotti, sostenibilità, riproducibilità, sussidiarietà e innovazione). "Dalla prima edizione ad oggi abbiamo raccolto e valorizzato oltre 1000 buone pratiche. Tuttavia quest’anno abbiamo registrato un calo significativo dei progetti presentati". Questo calo – secondo gli organizzatori – non può essere classificato come fisiologico ma attiene ai problemi strutturali delle scuole: taglio del personale, riduzione dei fondi, orari "spezzatino" che costringono gli insegnanti a spostarsi di istituto in istituto. "Vale la pena comunque continuare – aggiunge Bizzarri – anche solo per riconoscere il lavoro fatto fino ad oggi dalle scuole che hanno partecipato. Non ci stancheremo mai di denunciare le condizioni in cui versano circa la metà degli istituti italiani". Anna Bizzarri, che nel suo intervento ha anche messo in luce alcuni punti di debolezza del Premio (scarsa pubblicizzazione, assenza di un archivio online consultabile, mancanza di un sito internet dedicato, assenza di un meccanismo premiante per gli insegnanti che vi partecipano), ha concluso elencando una serie di proposte perché si possa davvero dire che la sicurezza nelle scuole è una priorità: unire la competenze magari in un Tavolo cui possano prendere parte tutti i soggetti e contribuire con proprie proposte; rivedere gli investimenti da dedicare alla sicurezza scolastica slegandosi dalla logica dell’emergenza e aprire l’anagrafe affichè ciascun genitore possa conoscere le condizioni strutturali della scuola cui iscrive il proprio figlio. D’altronde una scuola più sicura è un diritto di tutti.

LINK: Sul sito di Cittadinzattiva l’elenco delle scuole che hanno partecipato e di quelle che hanno vinto

di Valentina Corvino

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