SICUREZZA. Sisma in Abruzzo, 179 vittime e migliaia di sfollati

Si è scavato tutta la notte alla ricerca di sopravvissuti del sisma che si è abbattuto fra domenica e lunedì in Abruzzo. A L’Aquila, dopo quasi 23 ore dal terremoto, in una notte caratterizzata ancora da scosse di assestamento, una studentessa di 24 anni è stata estratta viva dalle macerie. Ma col passare delle ore si è aggravato il bilancio delle vittime: secondo i dati diffusi dalla Protezione civile, sono ormai 179 i morti accertati fra i quali quaranta vittime non ancora identificate, 34 i dispersi, 17 mila sfollati in tutto (circa diecimila a L’Aquila e 7120 nella Provincia) e 1500 i feriti.

"Continueremo a scavare sotto le macerie giorno e notte finché non avremo la certezza che non ci sia nessuno vivo", ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervenendo ieri sera alla trasmissione Matrix-Tg5 dedicata al terremoto in Abruzzo. Il Ministro, intervenendo anche a Porta a Porta, ha assicurato che da oggi ci saranno nuove forze nelle aree terremotate: circa 1200 vigili del fuoco e 1000 soldati, necessari per dare il cambio a quelli stanno già lavorando nelle aree colpite dal sisma.

Ieri sera il Consiglio dei Ministri, riunito in via straordinaria, ha deliberato lo stato di emergenza per consentire "il pieno ed ottimale coordinamento degli interventi di protezione civile e di supporto economico, sanitario ed emergenziale" alle popolazioni. Il CdM ha conferito i poteri di attuazione degli interventi di emergenza al Commissario delegato, Guido Bertolaso, e ha deciso di proclamare lutto nazionale il giorno in cui saranno celebrate le esequie delle vittime del sisma.

Mobilitazione 24 ore su 24 per gestire gli aspetti sanitari della crisi e in particolare il fabbisogno di medicinali, sangue e la disponibilità delle strutture ospedaliere ad accogliere i malati gravi. Il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha infatti partecipato al Comitato Operativo per l’Emergenza (EMERCOM) della Protezione Civile. Il Centro Nazionale Sangue dell’ISS si occupa del coordinamento delle necessità di sangue in Abruzzo: per ora sono state inviate al Centro Regionale Sangue di Pescara le 170 Unità di sangue di gruppo 0 RH negativo che sono state richieste, provenienti da Piemonte, Friuli, Liguria e Molise. Sarà garantito il monitoraggio del fabbisogno trasfusionale nella Regione.

I centri di riferimento ospedalieri che già da ieri hanno ricoverato feriti provenienti dall’Abruzzo, e che erano stati allertati nell’emergenza, sono San Filippo Neri, Bambin Gesù, Policlinico Umberto I, Policlinico Gemelli e gli Irccs San Raffaele della Pisana e Santa Lucia. Disponibilità a farsi carico delle azioni di coordinamento necessarie per raccogliere farmaci è arrivata dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

Nella regione è attiva la Croce Rossa, che ha attivato due posti medici avanzati per i primi soccorsi e cucine da campo che a pieno regime garantiscono da ottomila a diecimila pasti caldi. Oggi inoltre, secondo quanto riferisce la Protezione Civile, saranno allestite settemila tende per offrire riparo a quarantamila persone.

Assicurazioni sono arrivate dall’Enel sul fatto che la rete di distribuzione di gas e gli impianti di produzione idroelettrici ed eolici non hanno subito danni. Oltre 150 persone Enel provenienti da tutto il centro Italia sono al lavoro nell’area, mentre sono arrivati a L’Aquila i mezzi Enel con 33 gruppi elettrogeni in grado di fornire energia per diecimila persone.

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