SICUREZZA. Sisma in Abruzzo, l’aiuto di Telefono Azzurro e dei medici di famiglia

Telefono Azzurro metterà in campo la sua esperienza internazionale per aiutare i bambini colpiti dal sisma in Abruzzo, con una task force che ha offerto la propria disponibilità a intervenire con un progetto di assistenza psicologica in accordo con le comunità locali. Dai medici di famiglia arriva invece una sottoscrizione per consentire ai loro colleghi di riprendere il lavoro.

La task force di Telefono Azzurro, informa l’associazione, si avvarrà del confronto e dell’esperienza acquisita in ambito internazionale, fra le quali la collaborazione con il Child Study Center dell’Università di Yale, con è stato sviluppato il progetto Team Emergenza, ovvero un’équipe di psicologi appositamente formati per intervenire in situazioni di emergenza e di trauma, e quella con Nathaniel Laor, Professore presso l’Università di Tel Aviv, nonché direttore del Cohen Harris Center for Trauma and Disaster Intervention in Israele. A partire da queste esperienze, e dalla valutazione dei bisogni psicologici dei bambini sopravvissuti allo tsunami del 2004, Telefono Azzurro annuncia che svilupperà un progetto di assistenza nel rispetto della comunità e in accordo con le autorità locali.

"Siamo in queste ore in Abruzzo – ha dichiarato il professor Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro – dove in questo momento sentiamo di dover apportare un contributo ad una comunità che sta mostrando tutto il suo coraggio ed il suo valore. Per questo, ci organizzeremo con i nostri operatori e volontari in modo da intervenire laddove sia necessaria una qualità dell’intervento psicologico a supporto dei bambini e delle loro famiglie, e lo faremo tenendo conto di tutte le esperienze internazionali a cui abbiamo partecipato e con le quali ci siamo confrontati".

I medici di famiglia hanno aperto una sottoscrizione. "Abbiamo aperto una sottoscrizione fra tutti i soci per aiutare i nostri colleghi che hanno perso i mezzi per svolgere il loro lavoro – ha detto Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – Alcuni studi medici sono stati completamente distrutti. Per questo abbiamo messo a disposizione strumenti professionali di primo impiego, dal personal computer ai misuratori della pressione arteriosa".

La sottoscrizione potrà essere effettuata dai soci SIMG con le stesse modalità utilizzate per pagare la quota sociale. "Il nostro modo per contribuire alla ricostruzione è consentire l’immediata ripresa dell’attività professionale. Vogliamo così offrire anche un supporto scientifico alla medicina delle catastrofi, nella quale i medici di medicina generale sono in prima linea, a contatto con la popolazione per tutte le emergenze sanitarie". L’esecutivo SIMG inoltre ha immediatamente messo a disposizione del Presidente Regionale SIMG 5.000 euro per le prime spese.

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