SICUREZZA. Sisma in Abruzzo, pool antimafia per vigilare su ricostruzione. Plaude Cittadinanzattiva

Affrontata l’emergenza, a L’Aquila e nelle altre zone colpite dal sisma si pone il problema della ricostruzione. La posta in gioco è alta così come è alto il rischio di infiltrazioni mafiose. Per scongiurarlo da ieri si parla dell’istituzione di un pool antimafia che vigilerà sulla ricostruzione: un pool della Direzione Nazionale Antimafia che lavorerà a stretto contatto con il Viminale e che avrà il compito di effettuare analisi preventive e accertamenti.

Cittadinanzattiva esprime apprezzamento per la decisione. "Tuttavia – continua Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva – l’unico modo per assicurare la trasparenza della ricostruzione in Abruzzo è quella di includere i cittadini che abitano nei luoghi colpiti dal sisma nei diversi processi che saranno attivati. I cittadini devono partecipare con un ruolo chiaro e significativo al governo della ricostruzione, partecipando al monitoraggio degli appalti e delle opere di ricostruzione, in particolare degli edifici pubblici, e alla valutazione dell’operato degli Enti locali".
Cittadinanzattiva chiede pertanto, tra le altre cose, che i cittadini siano consultati sulle modalità e i tempi dei nuovi lavori, siano coinvolti e formati adeguatamente per vigilare sull’operato degli amministratori e dei funzionari pubblici locali, siano chiamati a collaudare in corso d’opera le strutture in via di ricostruzione, siano messi nelle condizioni di ricavare da un sito web appositamente dedicato tutti i dati in possesso delle autorità competenti.

Al di là di questo aspetto legale, ce ne è un altro. Come dovranno essere gi edifici che verranno ricostruiti? "Sicurezza, efficienza e semplificazione sono le parole chiave della ricostruzione in Abruzzo". Per ANCE e Legambiente, queste dovranno essere anche le direttive principali delle norme che il governo si appresta a varare, e che – secondo le due associazioni – dovranno dare un chiaro segnale per orientare positivamente la riqualificazione del patrimonio edilizio nel nostro Paese. "La sfida da cogliere infatti – hanno dichiarato i presidenti Buzzetti e Cogliati Dezza – è quella della messa in sicurezza statica degli edifici e insieme dell’efficienza energetica. Il provvedimento deve poter rispondere quindi, sia alla domanda di sicurezza degli edifici, ancora una volta messa in evidenza in tutta la sua drammaticità dal terremoto in Abruzzo, che alla necessità di ridurre i consumi energetici negli edifici, le bollette dei cittadini e le emissioni di CO2".

ANCE e Legambiente chiedono alle autorità nazionali e locali di trovare un accordo per evitare che si arrivi a normative diverse e contraddittorie sprecando una occasione così importante per avviare una diffusa riqualificazione edilizia. Il Decreto deve essere l’occasione per dare un chiaro segnale di innovazione, reintroducendo la certificazione energetica nelle compravendite e nei nuovi interventi e approvando le Linee guida previste dalla normativa di recepimento delle Direttive europee. La semplificazione delle procedure per gli interventi edilizi è un obiettivo giusto e prioritario che deve però accompagnare gli obiettivi di riqualificazione statica e energetica del patrimonio edilizio. Il rischio è, altrimenti, che diventi una risposta parziale nell’emergenza e inefficace per rilanciare il settore edilizio, per cui a giovarne sarebbe il lavoro nero e la speculazione.

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