SICUREZZA. Sport sulla neve, ecco la guida UNI

E’ tutto pronto: tra pochi giorni prenderà ufficialmente il via la stagione sciistica: oltre 3.000.000 di sciatori e 450.000 snowboarder nel nostro Paese. Nella sola stagione invernale 2007/2008 il numero di paia di sci vendute in Italia ai negozi superava le 220.000 unità per un fatturato netto complessivo (compresi attacchi e scarponi) di oltre 64 milioni di euro, IVA esclusa (dati Pool Sci Italia).

Ma siamo certi di avere l’attrezzatura adatta per affrontare in sicurezza piste da sci e da snowboard? E ancora: siamo davvero sicuri che la località montana disponga di aree sciabili con una segnaletica a norma? A queste e altre domande risponde la guida dell’UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione – "Arriva la neve… usate la testa", un vero e proprio vademecum, che contiene notizie e consigli per chi pratica gli sport invernali.

Le novità. Nel corso del 2008 è stata aggiornata la norma tecnica UNI EN 1077 che stabilisce le caratteristiche dei caschi protettivi che i ragazzi al di sotto dei 14 anni di età devono obbligatoriamente indossare durante la pratica dello sci alpino e dello snowboard.
Tale obbligo è sancito dalla legge n. 363/2003 mentre il Decreto 2 marzo 2006 del Ministero della Salute stabilisce che i caschi protettivi devono rispondere alle prescrizioni tecniche contenute nella norma UNI EN 1077.

L’aggiornamento della norma prevede la conferma dei parametri di sicurezza del "vecchio" casco, ora definito di classe A, e l’introduzione di una nuova tipologia, indicata come classe B. I caschi di classe A sono più adatti a chi pratica questo sport in modo molto intenso o agonistico, che privilegia la sicurezza anche -al limite- a discapito di un po’ di comfort e di vestibilità. I caschi di classe B sono pensati invece per chi pratica sci e snowboard in modo meno impegnativo e con minore frequenza e che -pur pretendendo la sicurezza- non vuole rinunciare a praticità e comfort.
I primi coprono infatti una parte più ampia del cranio (in particolare l’intera zona delle orecchie) mentre i secondi – coprendo una zona più ristretta – risultano più leggeri e offrono una migliore ventilazione e una maggiore capacità uditiva.

I "caschi sicuri", sia di classe A sia di classe B, si trovano già sul mercato e si riconoscono perché, oltre alla designazione della classe, sono marcati con l’indicazione EN 1077 e con la sigla CE. La norma UNI EN 1077 fornisce anche utili raccomandazioni per l’uso: il casco deve sempre essere regolato in modo da adattarsi a chi lo indossa, non deve essere spinto troppo indietro sulla nuca perché deve proteggere bene anche la fronte, non deve essere trattato con detergenti liquidi, vernici o decalcomanie che possano danneggiarlo e deve essere sostituito dopo ogni urto violento.

PDF: La Guida

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