SICUREZZA. UNC scrive al MSE: no all’alcol nelle bottiglie comprimibili

Con la bella stagione torna la voglia di barbecue per milioni di italiani. E tornano anche gli incidenti legati ad imprudenza e disattenzione. Ne è un tragico esempio il recente episodio accaduto a Napoli, dove una giovane madre e la sua bambina sono state travolte dalle fiamme per l’uso improprio di una bottiglia di alcol disinfettante. Per evitare che in futuro si ripetano fatti simili, l’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di rivolgersi direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico. Nella lettera inviata all’MSE, l’associazione chiede il divieto di vendere il liquido in contenitori di plastica o comunque comprimibili, i quali provocano spesso una fuoriuscita incontrollata.

"Ogni anno – dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Consumatori – avvengono incidenti del genere specialmente durante la bella stagione, quando si diffonde l’uso di cucinare alla brace. Per alimentare la fiamma, si produce un getto continuo di alcol premendo la bottiglia, che esplode a causa di un ritorno di fiamma, soprattutto se usata da bambini inesperti". La soluzione proposta dall’UNC è l’utilizzo obbligatorio di contenitori rigidi da parte dei produttori.

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