SICUREZZA. Vacanza tranquilla? Metti casa al sicuro

Lasciare la propria abitazione d’estate per godersi un periodo di vacanza può diventare fonte di ansia. Le città si svuotano, i furti negli appartamenti registrano un consistente incremento e, se non si è certi di proteggere l’abitazione in modo adeguato, risulta assai difficile partire tranquilli. Ben vengano allora allarmi elettronici, grate alle finestre, casseforti, porte blindate, depositi di sicurezza, che possono costituire le contromisure più efficaci per evitare spiacevoli intrusioni e il furto di beni preziosi. A patto, però, che siano a norma.

L’avvertimento arriva dall’UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che consiglia di installare solo dispositivi costruiti a regola d’arte. Ecco, allora, come verificare l’efficacia di questi strumenti di difesa.

PORTE BLINDATE
Acquistare una porta blindata "a norma UNI 9569",
significa disporre di un prodotto che ha superato una serie di simulazioni di scasso svolte da tecnici esperti. La norma UNI inoltre suddivide le porte blindate in quattro classi, secondo il grado di resistenza al tentativo di effrazione.

  • 1ª classe. Garantisce la protezione da un ladro dotato di attrezzi facilmente occultabili che provocano una rumorosità limitata durante lo scasso, come cacciaviti, piedi di porco, leve, tenaglie, eccetera. Questa classe è generalmente propria delle porte di una casa situata in un condominio dove i ladri non possono lavorare indisturbati e i beni da proteggere sono di valore medio-alto.
  • 2ª classe. Resiste a seghe, asce, scalpelli, martelli e altri attrezzi manuali rumorosi. È indicata per case con valori notevoli o per uffici situati in palazzi dove non ci sono aabitazioni e quindi i ladri possono operare più indisturbati.
  • 3ª classe. Adatta per case con valori molto elevati, uffici interni di banche, orologerie, può resistere a anche ad attrezzi elettrici come trapani, seghe e molatrici.
  • 4ª classe. È a prova di scassinatori professionisti che possono essere dotati di trapani a percussione e strumenti elettrici speciali. È indicata per case con valori inestimabili, gioiellerie, banche.

A parte la classe della porta, i cui costi sono ovviamente crescenti, il consumatore farà bene a pretendere che le zanche di ferro per ancorare la porta alla muratura siano numerose e lunghe e che le chiavi della porta siano consegnate in una busta pre-sigillata dal fabbricante, tenendo presente che le compagnie di assicurazione non risarciscono i furti in casa quando la penetrazione è avvenuta con chiavi false o duplicate, senza segni di scasso. Se poi qualcuno scippa la borsetta con le chiavi, la prima cosa da fare è telefonare a casa o ad un vicino per mettere in guardia dal possibile arrivo di malintenzionati.

FINESTRE A PROVA DI EFFRAZIONE
Quattro le norme europee che definiscono i criteri
affinché una finestra possa dirsi a prova di effrazione con la prescrizione di rigorosi metodi di prova per i quali si utilizzano carichi dinamici e statici. In particolare, la norma UNI ENV 1627:2000 definisce i requisiti e la classificazione per le proprietà della resistenza all’effrazione di porte, di finestre e di chiusure oscuranti. La norma si applica alle finestre più comuni con le aperture a rotazione, basculante, a libro, sospese in alto o in basso, scorrevoli (orizzontalmente o verticalmente) e ad avvolgimento, così come a strutture fisse. I test di prova ai quali le finestre vengono sottoposte sono severissimi e simulano gli attacchi alle quali potranno essere sottoposte in caso di tentativo di effrazione.
La norma classifica le finestre a seconda di 6 classi di resistenza mettendole in relazione alla professionalità dello scassinatore: al crescere della classe di resistenza dei prodotti, ovviamente anche il costo può aumentare.

CASSEFORTI
La norma UNI EN14450:2005 specifica i requisiti e i metodi di prova
ai quali le casseforti per uso privato vengono sottoposte per essere certi di acquistare un dispositivo davvero efficace. La norma prende in considerazione sia le casseforti da incasso (a parete o a pavimento) sia le casseforti a mobile (dette anche casseforti da appoggio). La norma classifica le casseforti per uso privato in base al loro livello di resistenza allo scasso assegnando due differenti classi di resistenza (S1 e S2).
Le casseforti a norma vengono sottoposte a severe prove di resistenza all’attacco tramite attrezzi da scasso come ad esempio piede di porco, martello, leva, trapano elettrico e altri attrezzi utilizzati dai professionisti del furto.
Per identificare e garantire le casseforti "a norma", il fabbricante è tenuto a marcare in modo indelebile i prodotti conformi riportando le seguenti informazioni: i propri dati identificativi, il numero della norma, il livello di sicurezza della cassaforte (S1 o S2), l’anno di produzione. Le casseforti devono inoltre essere provviste di un manuale d’istruzioni per l’uso a cura del produttore e di tutta la documentazione tecnica necessaria, che dovrà contenere -ad esempio- i disegni dei campioni di prova con le caratteristiche del prodotto (peso, dimensioni interne ed esterne, quantità, posizionamento e tipologia delle serrature e dei dispositivi di chiusura, posizione e dimensioni di tutti gli eventuali fori che attraversano il materiale di protezione, etc.) le istruzioni per l’installazione, il montaggio e il fissaggio, la specifica dei materiali utilizzati per la costruzione.

Comments are closed.