SICUREZZA. Videogiochi, MDC Junior si unisce all’appello Ue per un maggior controllo

"Siamo molto soddisfatti di questa presa di posizione della Commissione Ue: è da tempo che reclamiamo maggior attenzione e controllo sia nella classificazione dei videogiochi (Sistema PEGI), che nei prodotti video immessi sul mercato europeo ed italiano". Questo il commento della Responsabile del Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino, Lucia Moreschi alle dichiarazione della Commissaria alla tutela dei consumatori Meglena Kuneva che ha invitato industria e autorità nazionali a fare di più.

"Tanto è vero che, Italia compresa, diversi videogiochi sono stati bloccati alla vendita, anche grazie alle nostre segnalazioni proprio perché intrisi di violenza, con linguaggio scurrile e messaggi di discriminazione", (vedi caso videogioco Manhunt 2 ). "Ci uniamo alle richieste della Commissaria Meglena Kuneva, che ha una forte attenzione alle problematiche inerenti la tutela dei giovani consumatori: sia i produttori che le istituzioni devono dare la possibilità e le informazioni necessarie alle famiglie in modo che i genitori siano in grado di scegliere e valutare i prodotti più adatti per i propri figli". "Inoltre – continua Moreschi – sempre più giochi possono essere scaricati da Internet e sui telefoni cellulari anche dai bambini, in maniera praticamente incontrollata da parte degli adulti. Questo è un problema che deve essere affrontato, e non bastano le campagne spot, occorre un’educazione all’uso corretto della multimedialità che deve colmare il divario tecnologico tra generazioni".

"Certo, – dichiara Moreschi – come ricordato dalla Commissaria europea ai Media, Viviane Reding, il successo delle vendite in campo multimediale è il segnale di come sia importante garantire lo sviluppo della tecnologie e delle loro potenzialità, ma concordiamo pienamente con la Reding sul fatto che i produttori debbano dar prova di un maggiore senso di responsabilità". MDC Junior concorda con le misure promosse dalla Commissione UE e si augura che anche l’Italia continui le iniziative di vigilanza e monitoraggio su queste tematiche, a partire dalla campagne di informazione del Sistema PEGI, ancora poco conosciuto dai genitori italiani e dalla sua perfettibilità. Ci auspichiamo l’introduzione di un codice di condotta valido in tutta Europa per la vendita di videogiochi ai bambini – conclude Lucia Moreschi – è necessario tutelare i minori da eventuali possibili rischi che derivano da un uso non protetto e inconsapevole della multimedialità ed è necessario informare anche le famiglie, che in molti casi non ne conoscono né le potenzialità né i rischi, sui continui ammiccamenti del mondo virtuale proposto dal web e da videogiochi".

 

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