SICUREZZA. Wi-fi libero e città più sicure nel pacchetto approvato dal CdM

Il Decreto Pisanu non verrà rinnovato e dal 1° gennaio 2011 la rete Wi-fi sarà libera, cioè ci si potrà collegare senza dover essere identificati. E’ quanto prevede una delle misure del pacchetto sicurezza approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Si chiude così la polemica sul Decreto Pisanu, emanato 5 anni fa, per contrastare il terrorismo internazionale. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha spiegato che "non ha più senso continuare ad applicare misure introdotte 5 anni fa, visto che oggi la situazione non è più la stessa". "Gli utenti – assicura Maroni – potranno collegarsi liberamente al web senza la trafila di registrazioni e documenti. Studieremo poi, eventualmente, nuovi standard di sicurezza, da applicare ai gestori".

L’Adoc accoglie positivamente la notizia. "Apprezziamo vivamente la decisione del Governo di liberalizzare l’accesso alla rete Wi-fi, finalmente l’Italia torna ad essere un Paese normale a livello tecnologico – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – è stata finalmente superata la formula ipocrita di sicurezza contenuta nel decreto Pisanu che obbligava gli utenti ad identificarsi con documento d’identità al momento di collegarsi a una rete Wi-fi aperta. Un danno solo per la gente comune e non anche per la malavita, capace di aggirare le restrizioni con facilità. L’Adoc per prima aveva contestato tale norma, che impedisce la corretta diffusione degli accessi a internet senza fili, assolutamente in controtendenza con lo sviluppo della rete, e che impedisce all’Italia di allinearsi agli altri paesi europei ed extraeuropei. All’estero – conclude Pileri – ci si connette nei parchi, nei bar, sotto la metro. Gli italiani invece "godono" di un regime di libertà vigilata, era impossibile e in controtendenza con gli sviluppi della società continuare così. Ora chiediamo che il wi-fi sia libero e accessibile anche sui treni, negli autogrill e anche sugli aerei. D’altronde, se è possibile telefonare, non vediamo ostacoli nel connettersi ad una rete."

Nel pacchetto sicurezza approvato oggi dal CdM ci sono anche interventi sulla tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici, misure che rafforzano la sicurezza degli impianti sportivi e di chi li frequenta, azioni che potenziano il contrasto alla criminalità, e norme che aumentano l’attività dei sindaci sulla sicurezza urbana.

Le norme, relative a misure per gli impianti sportivi, prevedono sanzioni pecuniarie alle società sportive che utilizzino un numero minore di steward di quanto previsto. Agli steward sono estese le forme di tutela già previste ai pubblici ufficiali in servizio in occasione di eventi sportivi, in caso di aggressioni e di gravi lesioni personali. Viene inoltre reintrodotto il c.d. arresto in flagranza differita che consente l’arresto di chi commette reati nel corso di eventi sportivi, entro 48 ore dalla manifestazione, sulla scorta di riprese video.

Le norme approvate per rafforzare la lotta alla criminalità organizzata affinano gli strumenti, sostengono l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, implementano la cooperazione internazionale delle forze di polizia ed il loro scambio operativo. E’ esteso l’accesso al Fondo di rotazione per le vittime dei reati di tipo mafioso anche alle associazioni con finalità di contrasto alla criminalità organizzata, al racket e all’usura.

Per la sicurezza urbana, viene rafforzata l’azione dei sindaci; il Prefetto disporrà il concorso delle forze di polizia per assicurare l’attuazione delle ordinanze in materia. In più, è prevista la possibilità di applicare misure di prevenzione (foglio di via…) anche per chi esercita la prostituzione violando le ordinanze dei sindaci.

In tema di immigrazione, viene prevista una delega al Governo per nuove definizioni delle procedure del permesso di soggiorno; viene introdotta l’espulsione del cittadino comunitario per motivi di ordine pubblico, se questo permane sul territorio nazionale in violazione di quanto prevede la Direttiva 38/2004 sulla libera circolazione dei cittadini comunitari.

Infine, dopo 10 anni di sperimentazione, parte la nuova Carta di identità elettronica per tutti i cittadini, sin dalla nascita: uno strumento di identificazione che risponde agli standard internazionali di sicurezza.

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