SOCIETA’. 8 marzo, le donne tornano in piazza

New York, 1908. Le operaie dell’industria tessile Cotton scioperano per protestare contro le terribili condizioni di lavoro. Lo sciopero dura alcuni giorni finchè l’8 marzo il proprietario Mr Johnson, blocca tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento viene appiccato il fuoco e 129 operaie muoiono arse dalle fiamme. A distanza di cento anni da quel giorno buio, le donne scelgono di ritornare nelle piazze, per un 8 marzo più pubblico che privato. Cento anni. Passando per il diritto di voto, parità salariale, legge sul divorzio, tutela della maternità, riforma del diritto di famiglia, legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, legge sulle pari opportunità, sulla violenza sessuale.

"Libertà di scelta, lavoro, qualità di vita, sviluppo" sarà il motto delle tante lavoratrici, precarie, pensionate, immigrate e studentesse che decideranno di scendere in piazza con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti indetto per domani una manifestazione nazionale a Roma. Il corteo muoverà i primi passi alle 14.00 da Piazza Bocca della Verità, per arrivare a Piazza Navona alle 15.30. Parteciperanno i Segretari generali delle tre confederazioni Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, rappresentanti dei sindacati internazionali e il ministro Barbara Pollastrini. Si aggiungono le adesioni del mondo politico, prima tra tutte quella del Ministro della Salute Livia Turco.

I movimenti delle donne hanno invece deciso di disertare la manifestazione dei sindacati e scenderanno in piazza questa sera a Roma a Piazza Navona alle 18, per ricordare la tragedia di Marinella che, il 7 marzo 1989 proprio a Piazza Navona, fu sopraffatta e ferocemente violentata da 3 uomini. I colpevoli, colti sul fatto da un carabiniere, fecero pochi giorni di prigione, poi tornarono alle loro case. "Non ho più voglia di vivere" disse Marinella alla sua avvocata dopo la sentenza e tre giorni dopo si lasciò morire. Aderiscono a questa iniziativa tutte le associazioni che ruotano attorno alla Casa Internazionale delle Donne e all’Assemblea nazionale femmististe e lesbiche.

La scelta è stata presa anche in segno di protesta verso il corteo di Giuliano Ferrara contro l’aborto che manifesterà domani in centro."Non intendiamo – ha dichiarato in un comunicato la Casa Internazionale delle Donne – condividere neanche una data con l’iniziativa di Ferrara che ha chiesto provocatoriamente le piazze storiche del movimento femminista romano per una sua manifestazione contro l’aborto".

Accanto alle numerose iniziative locali, anche quest’anno la Celebrazione ufficiale dell’8 marzo avverrà al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
In un messaggio delle Nazioni Unite si legge che oggi, a più di dieci anni dalla Conferenza di Pechino sulla donna, a causa dei fondi insufficienti, vi è ancora un divario tra le politiche sul raggiungimento dell’uguaglianza e della parità tra i sessi e la loro applicazione. Poco rassicuranti anche i dati dell’Unione Europea sul panorama italiano: il nostro paese resta al di sotto della media Ue nella percentuale di donne presenti in Parlamento (17%) e al governo (22%), contro i rispettivi 42 e 60% della Finlandia, in testa alla classifica.

Allarmanti i dati sulla violenza contro le donne nella nostra penisola: ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa dal marito, dal fidanzato o dall’ex partner. Secondo i dati Istat quasi sette milioni di donne tra i 16 e i 70 anni, nel corso della vita, hanno subito violenza fisica o sessuale da un estraneo o da un familiare, un milione soltanto nell’ultimo anno. Solo il 7% delle donne che hanno subito violenze, trova il coraggio di denunciare il violentatore, mentre solo un colpevole su cento viene condannato.

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