SOCIETA’. ANCI e Banca Etica dicono no alla vendita dei beni confiscati alla mafia

Banca Etica e ANCI hanno aderito all’appello lanciato da Libera contro l’emendamento, contenuto nella Legge Finanziaria, che autorizza la vendita dei beni confiscati alla mafia. Banca Etica è stata il primo istituto di credito a finanziare le cooperative che hanno coraggiosamente preso in gestione i beni confiscati, è stata al loro fianco e ha visto crescere attività sociali che hanno trasformato quei beni simbolo di illegalità in moltiplicatori di benessere collettivo.

Stabilendo che se i beni confiscati non vengono assegnati entro 3 o 6 mesi essi potranno essere venduti all’asta, c’è il rischio che le stesse organizzazioni criminali riusciranno a entrarne nuovamente in possesso. "Si tratterebbe di un gigante passo indietro – si legge in una nota di Banca Etica – di una resa alle difficoltà di applicazione della legge che nel 1996 – votata all’unanimità con una forte spinta dell’opinione pubblica – introdusse l’uso sociale dei beni confiscati. Una legge che – una volta tanto – molti altri Stati ci invidiano e vorrebbero importare".

Anche secondo l’ANCI quella proposta dall’emendamento ”è una soluzione sbagliata". "Vorrebbe dire, nonostante ogni cautela, riconsegnare questi beni alle organizzazioni malavitose, che non avrebbero problemi a ricomprarle servendosi di prestanome”. E’ quanto afferma il Sindaco di Ercolano e delegato ANCI alla Legalità, Gaetano Daniele, che invita il Governo a ”ritirare quella norma”.

Daniele propone piuttosto al ministro Maroni di ”sedersi a un tavolo con l’ANCI, gli amministratori e le associazioni, per valutare proposte alternative e secondo noi molto più utili”. ”Come Sindaco di una città con diversi problemi – afferma Daniele – riconosco a Maroni di essersi impegnato in modo serio contro la mafia, soprattutto in Campania, e per questo sono fiducioso sul fatto che vorrà ascoltarci”.

Anche perché le alternative ci sarebbero. Il sindaco di Ercolano suggerisce di creare per la vendita e la gestione dei beni "una struttura ad hoc, una specie di agenzia che si occupi di mettere a reddito i beni sequestrati”.

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