SOCIETA’. ANCI: i giovani vogliono meritocrazia, rappresentanza e sicurezza

Chiedono spazi pubblici per favorire la socializzazione, rappresentanza civica e politica, riforme radicali e meritocrazia intesa come uguaglianza di accesso alle opportunità e selezione in base al merito, sicurezza per il posto di lavoro e aumento dei salari. Sono queste le richieste dei giovani secondo un’indagine realizzata da Cittalia ANCI-Ricerche dal titolo "La Città dei Giovani. Tra domanda di merito e voglia di partecipazione", condotta su un campione di 2mila ragazzi di età compresa tra i 18 e i 34 anni e presentata all’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani).

Cosa dovrebbe offrire ai giovani una città? Più spazi culturali (57%), fare delle piazze luoghi di incontro (33%) e favorire l’apertura di luoghi ricreativi (30%). "Una domanda che ha un risvolto sociologico interessante – ha spiegato Pierciro Galeone Segretario Generale di Cittalia-ANCI ricerche – Il ritorno dei giovani agli spazi pubblici può infatti rappresentare un fattore decisivo nelle politiche di riqualificazione urbana. Piazze e luoghi pubblici partecipate e vissute dai giovani trasmettono alla collettività la percezione di città e quartieri abitati e vivi, rallentano il loro degrado e limitano i fenomeni di microcriminalità urbana".

I giovani vogliono meritocrazia (65%) e la possibilità di influenzare le scelte della società secondo forme di impegno che comprendono la possibilità di partecipare a incontri o dibattiti politici (16%), di impegnarsi in comitati cittadini (15%), di sottoscrivere petizioni e votare ai referendum (13%) e di contattare direttamente le amministrazioni locali (11%). Altro dato positivo che si evince dalla ricerca, rileva l’ANCI, riguarda la voglia di essere protagonisti: impegno e partecipazione potrebbero rinnovare la politica (61%) e renderla più moderna (29%).

Chiedono inoltre sicurezza per il posto di lavoro, per l’aumento di stipendi e pensioni, nell’ambito delle esigenze abitative dove richieste diffuse sono agevolazioni economiche (51%), costruzione di nuove case popolari (23%) e sostegno alle famiglie in difficoltà con un potenziamento dei contributi per l’affitto (28%). E fra le istituzioni, i Comuni sono l’ente cui si rivolgono per la soluzione più immediata dei propri problemi e dunque quella considerata più vicina ai cittadini.

"I giovani considerano il Comune l’ente più vicino ai cittadini, l’istituzione cui rivolgersi per trovare la soluzione più immediata ai propri problemi": è quanto ha commentato il responsabile ANCI per le Politiche giovanili, Roberto Pella, che ha sottolineato come "il ruolo centrale della partecipazione dei giovani è dimostrato dall’alta percentuale degli amministratori comunali, circa il 19%, che ha meno di 35 anni, sono attori quotidianamente impegnati nella programmazione e realizzazione di interventi per il bene del Paese e della collettività".

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