SOCIETA’. Acli in piazza il 19 e 20 marzo contro il lavoro nero

"Se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro!". È lo slogan di due giorni di mobilitazione delle Acli (Associazione cristiane lavoratori italiani) che saranno in piazza venerdì 19 e sabato 20 marzo per denunciare l’emergenza legalità nel mondo del lavoro e dire "basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero". Secondo un’elaborazione basata su dati Istat, affermano le Acli, il valore prodotto dal sommerso economico ammonta all’intero Prodotto interno lordo del Mezzogiorno: il valore del sommerso raggiunge infatti i 250 miliardi di euro, il 17% del Pil nazionale, che coincide con il valore complessivo del Pil di Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Secondo l’Istat, i lavoratori irregolari sono circa 3 milioni: circa 2 milioni hanno un rapporto continuativo, senza alcun rispetto di quanto previsto dalla legge, gli altri svolgono invece lavori irregolari.

La mobilitazione delle Acli, che saranno presenti in più di 300 piazze italiane, si inserisce nella campagna "Diritti in piazza 2010" dedicata appunto alla legalità nel lavoro: volontari e operatori Acli informeranno i cittadini su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro e distribuiranno una guida e un calendario con le scadenze per mettere e mantenere in regola le lavoratrici domestiche. "Anche per il lavoro – affermano le Acli – esiste un’emergenza legalità. Il lavoro nero finisce per essere considerato un ammortizzatore dell’economia o un surrogato del welfare. La crisi economica diventa un alibi per tollerare l’illegalità. Ma la mancanza di regole si traduce in mancanza di diritti esigibili per i lavoratori, rischi per la salute e la sicurezza, inquinamento del mercato e della concorrenza".

Secondo il presidente nazionale Acli Andrea Olivero, "le regioni più flessibili – dove maggiormente si ricorre ai contratti atipici – sono anche quelle con il più alto tasso di lavoro nero. Occorre allora una seria riforma del mercato del lavoro che sappia garantire, accanto alle esigenze di flessibilità e semplificazione, l’efficienza dei centri si servizio per l’impiego, e la certezza di un’indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori, che impedisca di accettare il ricatto del lavoro nero".

Comments are closed.