SOCIETA’. Acqua, Adiconsum: “No a liberalizzazioni distorte”

Adiconsum continua a mettere l’accento sulla gestione delle reti idriche in Italia: liberalizzare si può per creare competitività del mercato, con indubbi benefici al consumatore, ma bisogna garantire al contempo il controllo pubblico delle reti dei beni e servizi essenziali, facendo pagare al gestore privato i costi di manutenzione e lo sviluppo delle reti stesse.

"ll bene acqua – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – non può essere né venduto né svenduto". "Le vicende Acea, Telecom, Trenitalia – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – sono emblematiche di un modo distorto di intendere le liberalizzazioni dei servizi pubblici vitali per i cittadini nel nostro Paese che porta alla cessione delle aree di business e alla distribuzione degli utili ai privati e le perdite e i costi alla collettività. Solo così – continua Giordano – sarà possibile recuperare risorse economiche per investimenti nelle aree deboli del Paese, come il Sud Italia, nei settori del trasporto ferroviario, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici essenziali e vitali, come l’acqua".

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