SOCIETA’. Acqua, Federutility: “Serve Autorità indipendente”

Lo stop al nucleare deciso dal Governo chiama direttamente in causa non solo il futuro del referendum sul nucleare, ma anche quello delle consultazioni contro la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. I referendum, come noto, sono stati indetti per i prossimi 12 e 13 giugno. Oggi, intervenendo a Radio Anch’io, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha detto che sull’acqua pubblica "sarebbe necessario un approfondimento a livello legislativo".

Per Federutility, la federazione che riunisce le imprese energetiche e idriche e il 95% dei gestori di acquedotti, fognature e depurazione, due sono le richieste da mettere sul tavolo: no a scelte poco chiare sulla regolazione del settore e la necessità di un’Autorità realmente indipendente per garantire la qualità e le tariffe, e che "consentirebbe di superare il rischio di ‘blocco’ del settore conseguente al referendum”.

È quanto ha detto ieri dal presidente della Federazione Roberto Bazzano, che spiega: ”Perché sono state fatte scelte sul nucleare e non su un servizio di fondamentale importanza come l’acqua? Si prospettano soluzioni poco chiare. È indispensabile una Autorità indipendente e autonoma, che potrebbe, per tempestività ed efficacia di intervento, essere l’attuale Authority dell’energia, che accompagni tutte le riforme e gli interventi, che determini le tariffe e le controlli a tutela dei cittadini, che stabilisca i parametri qualitativi e quantitativi del sistema idrico e che commini le necessarie sanzioni, evitando il caos attuale”. Per la Federazione, sul settore dell’acqua continua infatti a pesare "l’assenza di scelte".

E cosa fare del referendum? Per Federutility, c’è il rischio che questo assumi "un taglio puramente ideologico". Commenta Bazzano: "Chiediamoci seriamente se non sia il caso di evitare un referendum che ha sempre più una taglio puramente ideologico e che tratta l’acqua ed il legittimo impedimento allo stesso modo. Risultati positivi del referendum comporterebbero tempi lunghissimi di riassetto normativo, annullando anche le parti positive del percorso degli ultimi 20 anni. La costituzione di una Autorità indipendente per la regolazione del settore sarebbe la risposta più rapida ed efficace anche a questo fine, insieme all’avvio da subito di un piano nazionale per l’acqua".

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