SOCIETA’. Adoc, rieletto all’unanimità il Presidente Pileri

Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc, è stato rieletto all’unanimità a conclusione del VI Congresso Nazionale dell’Associazione, che si è tenuto ieri e oggi a Roma. Per Pileri si tratta del suo terzo mandato. E’ stato rieletto anche il suo vice Stefano Godano. Nella giornata di oggi è stato presentato un approfondito studio sull’immigrazione, patrocinato dall’Unar, dal titolo "Immigrat: tra opportunità e diritti negati".

Dallo studio emerge che il 10% della popolazione italiana proviene da altri Paesi; di questi circa 3 su 4 sono europei, soprattutto dell’Europa dell’est (il 49%). Gli oltre 5 milioni e mezzo di immigrati, di cui il 10% è ancora irregolare, contribuiscono all’11,1% del Pil italiano. Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri ha sottolineato il fatto che questi immigrati occupano ruoli chiave e imprescindibili ad oggi in Italia: "circa un milione e mezzo di famiglie non saprebbero cosa fare se non avessero una badante, in edilizia e agricoltura gran parte della manodopera pesante è immigrata, nei ristoranti i cuochi sono egiziani, i matrimoni misti sono sempre di più in crescita e già esiste una seconda generazione di immigrati cittadini italiani".

Gli immigrati, però, oltre a lavorare in Italia, devono poter godere dei diritti e delle opportunità che hanno conquistato nel tempo i consumatori italiani. "Purtroppo – ha ricordato Pileri – ci sono molti ostacoli, dall’accesso al credito (anche se negli ultimi 4 anni sono aumentati del 7,9% i conti correnti), al servizio sanitario pubblico e alle forme previdenziali. Crediamo che gli immigrati siano un’importante e irrinunciabile opportunità di crescita per l’Italia, tutelare i loro diritti e interessi è il primo passo per una perfetta e fruttuosa integrazione. Finalmente si riconosce il fatto che per il sistema Italia gli immigrati rappresentano una popolazione di consumatori".

Durante la presentazione della ricerca è intervenuta anche la Consigliera Assembleare Aggiunta del Comune di Roma Tetyana Kuzyk che rappresenta l’Europa non Comunitaria e che ha ribadito come l’immigrazione rappresenti per il sistema Italia una popolazione di consumatori. E’ quindi necessario – secondo Kuzyk – individuare strumenti e strategie che possano orientare ai consumi, per avere così degli immigrati consumatori consapevoli e in grado di essere a conoscenza dei propri diritti.

Kuzyk ha citato alcune realtà migratorie come le seconde generazioni, le famiglie miste, il ricongiungimento familiare, l’immigrazione femminile (ad esempio la comunità ucraina di cui le donne sono l’80%), la cui centralità va sulla famiglia, che è un nucleo che consuma, sulla gestione delle rimesse (molti immigrati fanno enormi sacrifici per mandare soldi alle proprie famiglie che spendono in beni di consumo e in conclusione si trovano senza risparmi né qui in Italia né nel proprio Paese, come il caso odierno di tante donne immigrate) e sulla gestione dei risparmi della lavoratrice o del lavoratore in Italia. "Si tratta di costituire un piano organico "dedicato" basato su un sistema di informazione, fatto appunto di percorsi informativi e formativi per promuovere una buona gestione delle risorse ossia dei consumi, dei risparmi, delle rimesse e poter accedere a nuove opportunità. A tale scopo – ha concluso la Consigliera Assembleare Aggiunta del Comune di Roma – strumenti efficaci potrebbero essere degli sportelli dedicati alla promozione sia della corretta e informata fruizione dei servizi che l’accesso ad opportunità altrimenti ignorate. Sportelli in cui una chiara, corretta e semplificata informazione renda meno complicata la vita degli immigrati e permetta di comprendere i loro reali bisogni".

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