SOCIETA’. Aereo di Stato per le vacanze, Bertinotti risponde al Direttore

In relazione all’editoriale pubblicato il 28 agosto scorso nel quale il nostro Direttore commentava le foto del bagno di Fini nelle acque dell’isola di Giannutri facendo riferimento anche ad un episodio che due anni fa ha riguardato Fausto Bertinotti, riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera di Fausto Bertinotti (già pubblicata sul Corriere della Sera il 7 giugno 2007). Nella lettera, l’allora Presidente della Camera spiegava i motivi dell’utilizzo dell’aereo di Stato per motivi ufficiali e non.

Si legge: "La direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 21 novembre 2000 recante "Disciplina del trasporto aereo di Stato e per ragioni umanitarie" prevede espressamente che il trasporto aereo di Stato sostituisce ed integra il normale servizio commerciale nel caso in cui sussistano esigenze di certezza dei tempi degli spostamenti, di urgenza, di sicurezza e di alta rappresentanza. Con riferimento specifico al profilo della sicurezza, all’inizio della legislatura (ndr quella che vede Bertinotti presidente della Camera) l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso la Camera dei Deputati ha formalmente comunicato che in ragione alla carica rivestita e dei rischi ad essa connessi il Dipartimento ha disposto nei miei riguardi le misure di protezione corrispondenti alla carica medesima sottolineando che tali misure, secondo la normativa vigente, permangono per tutta la durata del mandato e non sono revocabili".

Dunque l’allora Presidente della Camera spiegava "l’obbligatorietà" dell’utilizzo del mezzo privato e preannunciava che non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad attenersi ad una nuova e diversa disciplina, come puntualmente è avvenuto quando le disposizioni, in materia di voli per esigenze di carattere privato, sono cambiate.

Pronta la replica del nostro Direttore. "Ritengo comunque che quelle Direttive non fossero così "cogenti" da non poter essere disattese e soprattutto mi sembra – scrive Antonio Longo – risibile la motivazione (non del presidente ma della direttiva) che si doveva far ricorso all’aereo di stato per risparmiare risorse umane e finanziarie. Il costo di un volo privato Roma-Milano si aggira sui 20-22mila €. Credo che le "missioni" di 2 o 4 agenti di scorta ammontino a poche centinaia di €… Lo stesso si può dire per quanto riguarda la sicurezza (in volo?!). Non voglio arrivare a parlare del Nord-Europa, dove addirittura i capi di stato (il re, la regina…) usano spesso i mezzi pubblici…cito la Cancelliera tedesca che viene spesso in Italia per vacanze e usa voli di linea…Quando arriva alla meta la attende una scorta. E per citare italiani, anni fa all’aeroporto di Fiumicino l’on. Bonino, che all’epoca era Commissario europeo, fece pazientemente la coda dietro di me per il biglietto e il check-in; mentre mi è capitato di recente, in un cinema di Roma, di vedere il Governatore Draghi con signora e una coppia di amici aspettare l’inizio del film chiaccherando tranqullamente all’aperto senza alcuna scorta. Da un leader di sinistra mi sarei aspettato quantomeno un gesto "populista" come quello di Pertini".

Comments are closed.