SOCIETA’. Alcol, il maggior consumo procapite di vino è al Centro Italia

Gli italiani cedono volentieri alle lusinghe di Bacco e in testa alle preferenze c’è decisamente il vino, soprattutto nel Centro Italia – mentre la birra piace in particolar modo nel Nord-Est del Bel Paese. A rivelarlo è una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale e sugli Stili di Vita Grana Padano – con la collaborazione di medici di famiglia, pediatri e dietisti – che ha registrato per sei mesi il consumo di bevande alcoliche in tutta la penisola (dati raccolti tra maggio 2007 e ottobre 2008), su un campione di oltre 3600 italiani sopra i 18 anni.

Dal monitoraggio epidemiologico permanente della popolazione italiana effettuato dall’Osservatorio Nutrizionale e sugli stili di Vita Grana Padano emerge infatti che solo il 22 % degli uomini e il 42% delle donne dichiarerebbe di non avere consumato bevande alcoliche nel mese precedente. Il vino si conferma al primo posto nelle preferenze, con un 30% di persone che dichiarano di bere almeno un bicchiere di vino a settimana.

Il Centro Italia risulta essere poi la zona italiana in cui il vino è maggiormente apprezzato. "Attualmente, è proprio in quest’area Il Centro Italia che si registra il maggiore consumo pro-capite di vino – afferma Alessandro Lubisco, docente di Statistica all’Università di Bologna – con una media di 2,3 bicchieri alla settimana, consumo significativamente superiore non solo rispetto al Sud (1,43 bicchieri/settimana) e all’Italia insulare, (la più parca, con un consumo pro-capite medio di soli 0,83 bicchieri/settimana), ma addirittura ad aree culturalmente legate alla trazione enogastronomica quali il Nord-Ovest (1,60 bicchieri/settimana) e il Nord-Est (1,79 bicchieri/settimana)".

Il Nord Ovest invece sembra preferire decisamente la birra, che tallona il vino da vicino, con un 23% di consumatori di almeno un boccale piccolo o lattina alla settimana. Anche per la "bionda" bevanda ci sono zone predilette di consumo, come il Nord-Ovest, terra degli amanti anche delle "rosse" e "al malto", che vanta un consumo settimanale pro-capite di 0,74 boccali, e distanzia significativamente il Nord-Est (0,52), il Sud (0,41) e le Isole (0,34), ma non il Centro Italia che segue a ruota con una media di 0,59 boccali/settimana.

Per fortuna, gli italiano non sembrano nutrire la stessa passione per i superalcoolici, consumati abitualmente solo dall’11% della popolazione. Tuttavia vi sono anche in questo caso forti variazioni tra le varie macroaree, con un forte consumo di superalcoolici nel Nord-Ovest (media 0.49 bicchierini/settimana) seguito dal Centro (0,29). Il consumo medio di superalcolici crolla invece nelle rimanenti regioni italiane (Nord-Est 0,17; Sud 0,14; Isole 0,11).

Il 21% degli italiani riferisce di bere solo vino, il 10% solo birra, il 3% solo superalcolici, mentre il 15% dichiara di apprezzare abitualmente sia vino sia birra. Gli amanti degli alcolici ‘a tutto tondo’, ossia coloro che dichiarano di avere consumato nell’ultimo mese vino, birra e superalcolici sono il 12 % della popolazione intervistata.

"I consumatori di bevande alcoliche devono essere bene informati per potere fare scelte che non danneggino la loro salute e quella degli altri – commenta Maria Letizia Petroni, coordinatore scientifico dell’Osservatorio e Responsabile Nutrizione Clinica dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB) – .L’abuso di alcool, del quale spesso sono inconsapevoli, è una delle principali cause di morte, malattie e disabilità fisica e psichica. Tuttavia, un consumo moderato e consapevole di vino o birra negli adulti può avere effetti favorevoli sulla salute in quanto entrambe queste bevande contengono buone quantità di polifenoli e antiossidanti con effetto protettivo nei confronti delle malattie cronico-degenerative, purché si rispettino le cinque regole d’oro, anche nel periodo delle feste".

Ecco le regole per un consumo consapevole di alcolici:

  1. Non superare le dosi massime giornaliere consigliate di due-tre Unità Alcoliche per gli uomini, una-due Unità Alcoliche per le donne, una Unità Alcolica per gli anziani. Un’Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di alcool; tale quantità è contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione, o in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico.
  2. Assicurarsi un’adeguata assunzione di acido folico con l’alimentazione. Questa vitamina, che ha un effetto protettivo nei confronti di alcune forme di tumore e di malattie cardiovascolari, viene inattivata dall’alcool. Il consiglio di assumere cinque porzioni al giorno di verdura e frutta garantisce la copertura del fabbisogno di questa vitamina.
  3. Ricordarsi che l’alcool apporta sette calorie per grammo, calorie che si sommano a quelle apportate dagli alimenti. Quindi è opportuno da una parte evitare i superalcolici, che apportano solo calorie ‘vuote’ senza benefici salutistici, soprattutto per chi è già tendente al sovrappeso o ha già un girovita abbondante. Limitare gli alcolici al solo consumo occasionale e in ogni caso ‘compensare’ l’eccesso calorico con l’attività fisica (40 minuti di camminata o 10 minuti di bicicletta, a passo sostenuto, per ogni 1 U.A assunta)
  4. Attenzione a quando si assumono alcolici: evitare di bere fuori pasto o a stomaco vuoto, prima di mettersi alla guida di autoveicoli o mentre si svolgono attività lavorative. In ogni caso evitare di consumare bevande alcoliche in maniera concentrata nel fine settimana.
  5. Diverse persone non possono tassativamente assumere bevande alcoliche: le donne in gravidanza o in fase di allattamento, chi soffre di malattie del fegato, gli alcolisti in trattamento e gli ex-alcolisti, la maggior parte delle persone diabetiche e con trigliceridi alti. Chi assume farmaci (inclusi i farmaci da banco) deve consultare il proprio medico curante per eventuali controindicazioni.

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