SOCIETA’. Amnesty chiede di agire per porre fine a violenza contro le bambine nelle scuole

"Agire per porre fine alla violenza contro le bambine a scuola". E’ questo l’appello che Amnesty International lancia ai governi e alle autorità scolastiche di ogni parte del mondo alla vigilia della Giornata internazionale delle donne. Lo riferisce Amnesty Italia in un comunicato. "I governi – " – ha detto la resp. del Coordinamento Donne della Sezione Italiana di Amnesty International, Erika Bernacchi – non attuano il diritto delle bambine all’istruzione. Il fatto che le istituzioni non siano in grado di affrontare la violenza contro le bambine a scuola è inaccettabile".

Nel rapporto pubblicato oggi intitolato "Scuole sicure, un diritto per tutte le bambine", Amnesty International descrive come il livello di violenza all’interno e nei pressi degli istituti scolastici rimanga pervasivo. Dal Messico alla Cina, le bambine vanno costantemente incontro al rischio di essere assalite, molestate, intimidite mentre si recano a scuola o all’interno degli edifici scolastici. E, per coloro che appartengono a specifici gruppi, come le minoranze etniche, le lesbiche o le persone diversamente abili, il pericolo è decisamente maggiore.

L’organizzazione umanitaria sottolinea come gli attacchi contro le bambine a scuola abbiano sia un impatto immediato che conseguenze a lungo termine. La violenza non solo provoca sofferenza fisica e mentale, ma può spingere ad abbandonare la scuola e, con essa, un’opportunità di fuggire dalla povertà e dall’emarginazione.

Amnesty ha sviluppato un programma in sei punti, destinato alle autorità di governo e agli enti pubblici, tra cui le scuole:

  1. Proibire ogni forma di violenza contro le bambine, comprese le punizioni corporali, gli abusi verbali, le molestie, la violenza fisica, gli abusi psicologici, la violenza e lo sfruttamento sessuale. Varare e attuare leggi, politiche e procedure adeguate.
  2. Rendere la scuola un ambiente sicuro per le bambine attraverso l’attuazione di piani d’azione nazionali che affrontino la violenza contro le bambine in ambito scolastico.
  3. Rispondere agli episodi di violenza contro le bambine attraverso meccanismi di segnalazione e denuncia riservati e indipendenti, indagini efficaci, procedimenti penali laddove appropriati e fornitura di servizi per le vittime e le sopravvissute alla violenza. Assicurare che tutti i casi di violenza contro le bambine siano denunciati e registrati e che le persone accusate di stupro, violenza sessuale o altri reati penali ai danni di minori non siano impiegate nelle scuole.
  4. Fornire servizi di sostegno alle bambine che hanno subito violenza, compresa l’assistenza socio-psicologica, le cure mediche, le informazioni su Hiv/Aids, i farmaci e i servizi di base, le informazioni complete sui diritti sessuali e riproduttivi e il sostegno al reintegro nel sistema scolastico di bambine sieropositive, ragazze madri, in gravidanza o sposate.
  5. Rimuovere gli ostacoli per l’accesso delle alunne alla scuola eliminando tutte le tasse, dirette o indirette, sulla scuola primaria, rendendo la scuola secondaria accessibile a tutte e sviluppando programmi che garantiscano l’accesso delle bambine appartenenti a gruppi emarginati.
  6. Proteggere le bambine dalla violenza sviluppando e attuando codici di condotta indirizzati a tutto il personale scolastico e agli studenti. Formare il personale scolastico su strategie di intervento rapide che affrontino le molestie e la violenza contro le bambine nella scuola.

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