SOCIETA’. Amnesty lancia cd per l’Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani

Un cd con brani di artisti e musicisti che hanno contribuito a dare una mano alle campagne in difesa dei diritti umani: è l’iniziativa lanciata dalla Fondazione Amnesty International che in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani del prossimo 10 dicembre ha presentato il cd "17×60". La compilation, patrocinata dal Segretariato Sociale della RAI, contiene brani di Ivano Fossati, Subsonica, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Enzo Avitabile, Gianmaria Testa, Mariella Nava & Dionne Warwick, Samuele Bersani, Paola Turci, Giorgio Canali, Elena Vittoria, Eugenio Bennato, Max Gazze’, Modena City Ramblers, Niccolò Fabi, Antonella Ruggiero e Jovanotti.

Il presidente della sezione italiana di Amnesty Paolo Pobbiati ha sottolineato i passi indietro fatti negli ultimi mesi in materia di diritti umani. "Gli ultimi 12 mesi potevano essere utilizzati dall’Italia, intendo dal precedente governo e da quello attuale, per rafforzare la tutela e la cultura dei diritti umani, per ricordare in modo solenne che la Dichiarazione del 1948 attende ancora di essere pienamente realizzata – ha detto Pobbiati – E invece, abbiamo assistito in questo periodo a un contagioso proliferare di dichiarazioni infiammatorie, discriminatorie, xenofobe i cui responsabili non hanno tenuto in minimo conto i richiami di organismi internazionali sul rischio che parole del genere abbiano conseguenze concrete e favoriscano atti di violenza". Pobbiati si è inoltre soffermato sui rischi che la situazione economica porta nei confronti dei diritti umani: "La prognosi per i diritti umani, in questo periodo di crisi finanziaria, non e’ affatto buona: aumenta la pressione sui diritti economici e sociali, come quello alla casa, alla salute e all’istruzione; laddove l’economia si contrae e i paesi stringono la cinghia, migranti e rifugiati possono vedersi respinti verso situazioni insopportabili; in un crescendo di tensioni sociali, governi nervosi possono iniziare a reprimere il dissenso e a imporre rigide misure di sicurezza, limitando le libertà civili".

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