SOCIETA’. Antitrust a Milano, Catricalà: “Troppo costoso”

Il trasferimento della sede dell’Antitrust a Milano avrebbe costi notevoli e troppo elevati, fra costi finanziari diretti legati allo spostamento di sede, costi del personale, costi di raccordo istituzionale e altre voci non facilmente preventivabili. È quanto ha detto oggi il presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà in Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla proposta di legge della Lega Nord (c. 3572) per il trasferimento a Milano delle sedi della Consob e dell’Antitrust. "La proposta di legge in esame – ha detto Catricalà – non quantifica gli oneri finanziari né indica le relative coperture. Tuttavia essa comporta oneri diretti e indiretti molto consistenti".

Prosegue Catricalà: "Si può stimare che l’insieme dei costi logistici, infrastrutturali e per il personale supererebbe complessivamente i 70 milioni di euro". Ci sono infatti "i costi relativi al trasloco dei beni materiali e strumentali alle attività istituzionali, ivi comprese le migliaia di fascicoli istruttori contenenti documentazione sensibile e alcuni apparati informatici indispensabili, il cui insieme è stimabile quantomeno in 500.000 euro". Ci sono i costi del personale: "In caso di trasferimento di sede, al personale saranno dovute quantomeno le indennità e compensazioni ivi previste. La maggiore spesa per ciascun dipendente ammonterebbe in media a 130.000 euro una tantum e a circa 26.000 euro all’anno per 5 anni. Moltiplicando questi importi per un numero di 262 unità di personale (escluso quindi il personale interinale), si arriverebbe all’importo complessivo di circa 68 milioni di euro. In pratica, per ciascuna unità di personale il costo sarebbe più che raddoppiato, per il primo anno, e risulterebbe pari almeno al 20% in più, per i successivi 4 anni".

Inoltre, "ulteriori costi dovrebbero essere preventivati per l’impianto di una nuova sede e, in particolare, per la ricerca del nuovo immobile, l’eventuale ristrutturazione, l’allestimento, le dotazioni e il cablaggio della nuova sede al fine di poter ospitare il personale, gli archivi, la biblioteca e la strumentazione. L’insieme di questi costi ammonterebbe a non meno di 1.200.000 euro".

Ci sono poi i costi legati a un’attività che si fonda sul coordinamento con le Istituzioni, dal Parlamento ai Ministeri alle altre Autorità alle Associazioni dei consumatori, che hanno sede a Roma. Spiega Catricalà: "Il trasferimento di sede dell’Autorità a Milano avrebbe un ulteriore impatto economico e gestionale per l’esigenza di garantire le necessarie relazioni con le numerose Istituzioni, stabilite a Roma, in raccordo con le quali l’Autorità è costantemente chiamata a operare". Si tratta appunto delle audizioni in Parlamento, delle collaborazioni con i vari Ministeri, della collaborazioni con enti quali Istituto Superiore di Sanità e Inran, con la Banca d’Italia, la Consob, l’Isvap, la Covip, con la Guardia di Finanza.

"La collocazione a Roma dell’Autorità – aggiunge inoltre il presidente Antitrust – rende inoltre più agevole il raccordo con le associazioni dei consumatori che sono tra i principali collettori delle situazioni di malessere della popolazione. Le associazioni di consumatori forniscono un importante contributo all’attività istituzionale e da queste perviene una parte consistente delle segnalazioni che l’Autorità riceve in materia di pratiche commerciali scorrette: i due terzi delle associazioni maggiormente rappresentative hanno sede a Roma".

Catricalà si è soffermato, a conclusione dell’audizione, sul progetto di aprire un ufficio operativo a Milano. E ha detto: "I tagli subiti con la legge finanziaria ci impedirono di realizzare il progetto anche se il costo dell’operazione era contenuto. La situazione finanziaria dell’Antitrust è ancora molto precaria. Infatti la Finanziaria 2010 ha dovuto prevedere per l’Antitrust un meccanismo di mutualità a carico delle altre Autorità, sì da renderla di fatto priva di una reale autonomia finanziaria. Ne deriva l’impossibilità di una programmazione d’investimento anche a breve termine. Un mutamento del sistema di finanziamento – ha concluso Catricalà – consentirebbe all’Istituto di riprendere il progetto originario e di potenziarlo, con vantaggio per l’attività dell’Antitrust che è un’amministrazione di entrata e se ci fosse un aumento di organico la spesa potrebbe essere adeguatamente compensata dai risultati sanzionatori delle più numerose istruttorie che saremmo in grado di aprire e concludere".

Comments are closed.