SOCIETA’. Apre Euromed: Conferenza internazionale del laboratorio Euromediterraneo

Si è aperta ieri a Milano la quinta Conferenza internazionale del Laboratorio Euromediterraneo (Euromed), che si svolta a piazza Affari e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il primo ministro italiano Romano Prodi, il Premier egiziano Ahmed Nazif e il ministro per il Commercio estero Emma Bonino.

Gli argomenti al cuore di Euromed sono stati essenzialmente la situazione in Medio Oriente – e in particolare in Palestina – e i rapporti, anche economici, con l’Egitto. Su questi temi hanno dibattuto il primo ministro del Cairo Ahmad Nazif insieme con il ministro Bonino.

L’incontro Prodi-Nazif – durato una quarantina di minuti – non è il primo appuntamento del Premier italiano con le autorità egiziane.

Prodi, infatti, ha raccontato di aver già visitato l’Egitto nei mesi scorsi e che uno dei temi che gli sta particolarmente a cuore è quello di creare "un ponte" fra la sponda nord e sud del Mediterraneo per far parlare tra loro i cittadini che risiedono sulle due coste del Mare Nostrum.

"Fare comunicare tra loro i cittadini che risiedono nelle nazioni a nord e sud del Mediterraneo è indispensabile per creare rapporti proficui per entrambi, con politiche conseguenti dal punto di vista finanziario ed economico a partire dall’ipotesi della Banca Euromediterranea", ha dichiarato Prodi a Help Consumatori.

La situazione in Medio Oriente – e in particolare in Palestina e i rapporti, anche economici, con l’Egitto – sono stati poi gli argomenti principali dell’incontro alla quale ha partecipato anche il ministro per il Commercio estero Emma Bonino, durante il quale si è parlato in particolare di accordi bilaterali.

"I rapporti con l’Egitto sono buoni", ha dichiarato Emma Bonino, "il problema è fare un salto di qualità in nuovi settori".

Prodi ha poi aggiunto che l’area del Mediterraneo e il suo sviluppo, e non solo economico ma anche politico e sociale "è una delle priorità della politica estera italiana, la quale deve operare per il rilancio della zona e lo sviluppo sociale, economico, imprenditoriale e anche politico di questa area".

Nel corso del proprio intervento il presidente del Consiglio ha poi sottolineato come "la complessità politica internazionale non abbia risparmiato il Mediterraneo. Anzi", ha proseguito, "questa è stata abbondante, con il dispiegarsi di diversi fenomeni quali la recrudescenza del terrorismo, il conflitto in Libano e la contrapposizione eterna tra Israele e Palestina.

Toccando il tasto delle difficoltà internazionali dell’area Prodi ha poi aggiunto: "Ho fatto un elenco di problemi drammatici, tutti concentrati nel Mediterraneo, senza toccare zone limitrofe come l’Iraq e il Darfur. Si tratta", ha aggiunto, "di un’area sensibile, densa di tensione in cui occorre investire per lo sviluppo non solo di carattere economico e in cui è necessario lavorare con forza, anche operando attraverso piccoli obiettivi".

Romano Prodi ha detto inoltre di aver scelto la platea della V Conferenza annuale di Euromed per rilanciare una idea che gli è cara e che aveva già proposto come presidente della Commissione Europea: la creazione di una banca Euromediterranea, di cui ha già discusso con il Primo ministro egiziano e con il colonnello Gheddafi.

"Si tratterà di una struttura paritaria", ha precisato il presidente del Consiglio e sarà nuova musica per lo sviluppo del Mediterraneo".

È infatti una strategia in quattro obiettivi, quella che il presidente del Consiglio propone per i cittadini che riedono nell’area del Mediterraneo.

Non solo pensa a una banca per l’area intorno al Mare Nostrum, ma anche ad alcune università tecnologiche, a strumenti per l’immigrazione e anche a progetti che riguardano l’ecologia.

"Possiamo parlare di unione del Mediterraneo come obiettivo da compiere", ha detto riferendosi alla proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy, "ma nei prossimi mesi vogliamo portare avanti questa strategia e realizzare queste cose che sono semplici e rivoluzionarie", ha aggiunto riferendosi alla creazione di facoltà universitarie di carattere tecnologico "che siano in numero pari sulla sponda sud e nord del Mediterraneo con studenti e docenti del sud e del nord in pari quantità".

Ma le relazioni nel Mediterraneo non possono prescindere dall’affrontare anche la questione dell’immigrazione. E in questo settore, Prodi propone di creare quegli strumenti in modo da "riuscire a fare tutto quello che si dice, cioè il reclutamento di mano d’opera, l’addestramento, lo scambio di tecnici e anche il sostegno a chi vuole rientrare nel suo paese per diventare imprenditore", ha concluso infine Romano Prodi.

 

 

 

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