SOCIETA’. Arci Servizio Civile presenta Rapporto Annuale 2005

"Definire gli obiettivi prioritari da affidare al Servizio Civile Nazionale (SCN); raggiungere il consenso fra le istituzioni della Repubblica chiamate a governare il sistema SCN; ridefinire il sistema di finanziamento del SCN per quanto riguarda i finanziatori, i meccanismi e le somme stanziate". Queste le tre priorità per l’attuazione di scelte politiche importanti nel settore del servizio civile secondo quanto affermato dal presidente dell’Arci Servizio Civile, Licio Palazzini, che ha oggi presentato, a Roma, il Rapporto Annuale 2005 dell’organizzazione.

Arci Servizio Civile è un’associazione che ha come finalità la promozione della cultura di servizio civile ed è costituita da 5 soci nazionali: Arci, Arciragazzi, Legambiente, Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti) ed Auser. Obiettivo del rapporto, realizzato in collaborazione con SWG (istituto di ricerche istituzionali e di mercato) e L’Apis (Agenzia di promozione dell’impresa sociale), è stato quello di rendicontare l’utilizzo che viene fatto delle risorse messe a disposizione della collettività, valutando il rapporto tra costi e benefici al fine di fornire una valutazione in termini monetari dell’impatto economico e sociale del SCN.

Il rapporto contiene anche una serie di proposte al Governo. Oltre le tre priorità sottolineate Palazzini ha inoltre chiesto al Governo "Che sia costituito un tavolo con Regioni e Terzo Settore per concordare le prospettive di questa positiva esperienza italiana. In questa situazione il passaggio presso il Ministero della Solidarietà sociale del Servizio Civile Nazionale deve salvaguardare il carattere trasversale dei progetti proposti ai giovani e il funzionamento ordinato dell’Unsc (Ufficio Nazionale per il Servizio Civile), facendo restare questo ultimo incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri".

Per quanto riguarda i volontari, dal rapporto emerge che al mancato guadagno per la rinuncia ad eventuali opportunità di lavoro, stimato in circa 4,6 Mln di euro, si contrappone un compenso monetario di quasi 3,7 Mln di euro, cui si sommano formazione pre 373mila euro e capitale sociale per 563mila euro. Dal punto di vista degli investimenti affrontati da Arci Servizio Civile, questi sono stati stimati in circa 2,5 Mln di euro, corrispondenti a 3.481 euro per ciascun volontario impiegato. Il ritorno monetario per l’associazione è stato invece pari a circa 690mila euro, pari a 968 euro per ogni volontario.

Al centro del rapporto vi è in particolare la valutazione dell’impatto economica sulla collettività. Secondo le stime dell’Arci il ritorno complessivo sulla comunità del SCN svolto presso l’associazione è pari a circa 15,2 Mln di euro, ovvero a 11,2 Mln di euro al netto dei costi. In termini di ritorno percentuale sull’investimento iniziale, secondo il rapporto le ricadute derivanti dalle risorse pubbliche investite per le attività di SCN svolto presso l’Arci superano gli investimenti di quasi 3 volte. "Come a dire – spiega la ricerca – che per ogni euro investito, il sistema Arci Servizio Civile genera quasi 4 euro a beneficio della collettività, senza considerare i benefici indotti dalla creazione di capitale umano e sociale che non è stato possibile monetizzare in questa sede".

Alla conferenza stampa è inoltre intervenuto il prof. Maurizio Ambrosini, docente dell’Università di Milano che ha ricordato come il SCN sia una via di inserimento sociale e di cittadinanza attiva. "L’esigenza di incoraggiare – ha affermato Ambrosini – la crescita dei giovani come cittadini attivi e solidali si salda con un altro obiettivo socialmente condiviso: quello di agevolarne l’inserimento nel mondo del lavoro, incrementandone competenze e rapporti sociali".

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