SOCIETA’. Auser: bisogna dare voce al fenomeno della violenza sulle donne anziane

Dare voce al fenomeno della violenza sulle donne anziane. E’ questa la sfida lanciata dall’associazione Auser RisorsAnziani oggi a Roma, in occasione della presentazione dell’indagine "Le pari opportunità tra generi e generazioni". L’associazione si attiverà per dare ascolto e compagnia alle donne anziane vittime di violenze intrafamiliari, raccogliere i bisogni da trasformare in domanda ed aiutarle ad affrontare il momento più delicato della denuncia e/o il primo contatto con i servizi. Lo riferisce l’Auser in un comunicato.

"E’ grave che nel nostro Paese non esista una legge che affronti il tema della violenza ai danni di anziani e persone deboli – ha detto il presidente nazionale Auser, Michele Mangano – tranne alcuni articoli del Codice Penale, il vuoto è assordante. Il disegno di legge approvato dal governo nel dicembre del 2006 per la sensibilizzazione, la prevenzione e la repressione di violenza, anche in ambito familiare, è rimasto al palo. Ci auguriamo che il prossimo governo attivi un percorso per arrivare all’approvazione del testo".

L’indagine realizzata per conto di Auser Nazionale da Servizi Nuovi, si è sviluppata in tre regioni: Veneto, Lazio e Sicilia. Ne è emerso che il "sommerso" della violenza sulle donne anziane è elevatissimo. Le indagini Istat, ad esempio, si limitano a rilevare dati relativi alle donne fino a 70 anni. In altre ricerche il campione si arresta addirittura a 59 anni.

Il rischio maggiore di violenza si registra nelle persone anziane con demenza o morbo di Alzheimer o patologie psichiatriche. Anche l’isolamento sociale è un elemento che fa aumentare il rischio di subire violenza.

In sostanza, la violenza e gli abusi, oltre che manifestarsi con comportamenti aggressivi, comprendono le forme di contenzione fisica e di limitazione della libertà attraverso l’uso di mezzi materiali, la violenza psicologica che si esercita con azioni tese a condizionare le scelte degli anziani e a manipolarne le informazioni di cui dispongono, le privazioni, gli atti che accelerano la perdita delle capacità e dell’autonomia, la violazione dei diritti, i furti di denaro e preziosi, l’estorsione di notizie sfruttando le situazioni di debolezza e di dipendenza.

La maggior parte degli abusi ai danni delle persone anziane poi avviene in ambito domestico. I pochi dati a disposizione indicano che gli agenti dei maltrattamenti sono in primo luogo i figli, poi i coniugi e altri portatori dei compiti di cura (ad esempio le assistenti familiari).

Infine, non meno grave è l’ambito dei maltrattamenti all’interno di strutture e servizi socio-assistenziali, che si traduce in violenze fisiche, in negligenza e nell’abuso dei mezzi di contenzione.

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