SOCIETA’. Auser: tempi duri per il welfare, servizi sociali affidati al Terzo Settore

Tempi duri per il welfare che, fra "tagli, esternalizzazioni, riduzioni, snellimenti, ridimensionamenti" affida sempre più spesso i servizi sociali al Terzo Settore per risparmiare sulla spesa. È il dato principale che emerge dal IV Rapporto Nazionale sulla relazione fra enti locali e terzo settore presentato oggi dall’Auser (associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e a far crescere il ruolo dei senior nella società). Scrive l’associazione: "I tagli inferti ai trasferimenti statali ai comuni, la progressiva riduzione dei Fondi sociali, le nuove misure restrittive introdotte nel pubblico impiego, il dimagrimento degli organici pubblici imposto dal Patto di Stabilità, stanno provocando conseguenze devastanti nel sistema dei Servizi Sociali del nostro Paese. Un momento difficilissimo per il nostro Welfare. Per il 2011 si va verso un impoverimento dei servizi pubblici dei comuni o l’innalzamento delle tariffe dei servizi. Con i comuni che puntano sempre di più sull’affidamento all’esterno dei servizi socio assistenziali, soprattutto alle associazioni, allo scopo di abbassare i costi con il ricorso al volontariato".

Qualche numero rende l’idea: il 48,5% della spesa comunale per i servizi sociali, nei comuni con più di 50.000 abitanti, è impiegata per affidare all’esterno, imprese sociali ed associazioni, la gestione di interventi e servizi sociali. Un fenomeno cresciuto negli ultimi due anni. Si tratta dei servizi che più sono necessari alle famiglie: strutture residenziali e ricoveri per anziani, assistenza, servizi per l’infanzia, asili nido.

Nelle procedure di gara per l’affidamento dei servizi sociali si ricorre sempre più spesso al volontariato: "Sono state esaminate 112 procedure di gara pubblicate dai comuni per il periodo settembre 2010 marzo 2011, per l’affidamento esterno – imprese sociali, cooperative, associazioni di volontariato- dei servizi sociali (assistenza domiciliare ed educativa, asilo nido, mensa, ecc.)per una spesa totale di 6,5 milioni di euro. Gli stanziamenti di spesa – rileva l’Auser – risultano assai frammentati con una forte variabilità territoriale. Particolarmente significativo è il numero degli affidamenti "diretti", pari a 88 (per un importo medio di circa 8.100 euro ciascuno), di cui ben 64 sono rivolti alle Associazioni di volontariato per la gestione di servizi sociali cosiddetti integrativi. Negli ultimi mesi è cresciuto in modo considerevole il ricorso alle organizzazioni di volontariato da parte delle amministrazioni pubbliche locali. Ciò probabilmente allo scopo di contenere la spesa sociale a fronte della progressiva riduzione delle risorse pubbliche, tenuto conto che le associazioni si avvalgono di norma di prestazioni volontarie e gratuite dei propri soci; mentre, come è noto, le cooperative sociali e le imprese profit utilizzano manodopera retribuita".

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