SOCIETA’. Autorità a Milano, Agcom: la decentralizzazione è un’eccezione

Costi, rischio di perdita di capitale umano ed eccezionalità delle esperienze di decentralizzazione: ascoltato in audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sulla proposta di legge per il trasferimento a Milano delle sedi della Consob e dell’Antitrust, il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò ha di fatto sottolineato i limiti e i rischi legati al progetto.

Ha detto Calabrò in audizione: "In generale può dirsi che i casi di decentralizzazione delle Autorità sono una eccezione nel panorama europeo ed internazionale, essendo la grande maggioranza dei regolatori localizzata nelle capitali, in considerazione delle rilevanti interazioni con le altre istituzioni".

Il presidente dell’Agcom ha ripercorso nel suo intervento la dinamica di localizzazione o delocalizzazione di diverse Autorità di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche in Europa. Conclusione? "Quello che, in generale, si può sottolineare – ha detto Calabrò – è che l’opzione delocalizzatrice è l’eccezione e si accompagna di norma ad una perdita, in prima attuazione, del personale più esperto e quindi necessita di un piano di sostegno all’occupazione che può far aumentare i costi di esercizio dell’istituzione e renderne stentata l’attività, almeno nel breve periodo".

In particolare, "sul piano organizzativo il rischio di duplicazione di funzioni e costi per il raccordo tra più sedi è elevato, soprattutto per strutture di non grandi dimensioni, in cui i costi generali (overhead) pesano significativamente sul bilancio. Peraltro i costi di coordinamento e di mobilità si possono in parte limitare attraverso un definito e attento processo di specializzazione funzionale". Allo stesso tempo, ha detto il presidente Agcom, non è da sottovalutare "l’effetto sul capitale umano sotto un duplice punto di vista. Da una parte, la perdita inevitabile di memoria organizzativa e di elevate capacità tipiche delle professionalità impiegate dalle Autorità indipendenti di regolazione e controllo costituisce un obiettivo impoverimento – quantomeno nei primi anni – per l’attività istituzionale. Dall’altra, soprattutto per il personale meno qualificato che non accetta di sopportare i costi della rilocalizzazione, si pone il rischio di un difficile riassorbimento nel mercato del lavoro, a maggior ragione in un contesto di crisi quale quello attuale che lo rende particolarmente asfittico anche nelle grandi realtà metropolitane".

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