SOCIETA’. Barometro dei furti: in Italia al primo posto griffe, creme e Hi-Tech

Abbigliamento di lusso e accessori firmati, articoli per la cura del corpo come creme e profumi, prodotti Hi-Tech. E ancora: alcolici, cibo fresco, cd e cofanetti dvd, articoli per il fai da te, cartucce per stampanti, prodotti di parafarmacia come latte in polvere e farmaci da banco, batterie. La speciale classifica fotografa i prodotti più rubati in Italia secondo il Barometro mondiale dei furti nel retail 2010, ricerca condotta dal Centre for Retail Research e patrocinata da Checkpoint Systems, che si occupa di gestione delle differenze inventariali, visibilità della merce e soluzioni di etichettatura dei capi d’abbigliamento. I dati per l’Italia sottolineano che il valore delle perdite è di 3,205 miliardi di euro, pari all’1,28% delle vendite, una percentuale superiore alla media dell’Europa occidentale.

I furti, rileva la ricerca, costano alle famiglie italiane in media 163 euro. "Nonostante il calo delle differenze inventariali, il costo della criminalità nel retail continua a rappresentare una maggiorazione di 152 euro sul conto della spesa di ogni famiglia media appartenente ai 42 paesi esaminati – ha affermato il professor Joshua Bamfield, direttore del Centre for Retail Research e autore della ricerca – In Europa, la cifra è pari a 140,65 euro, mentre per l’Italia la ‘tassa invisibile’ che le famiglie italiane sono costrette a sostenere raggiunge una valore di 163 euro all’anno". Oltre un terzo dei retailer italiani, pari al 35,1% degli intervistati, registra un aumento dei tentativi di furto o dei furti effettivi.

"Andando ad analizzare quali sono le fonti delle perdite, – rileva la ricerca – si scopre che in Italia sono aumentati ulteriormente i furti commessi da parte dei clienti: sono infatti il 52,5% i taccheggi ad opera di bande organizzate o da ladri non professionisti (erano 50,8% nel 2009), un valore anche più alto rispetto al resto della media europea, che si attesta sui 47,8%. La percentuale di dipendenti disonesti, che rappresenta la seconda maggiore causa dei furti nel retail, scende dal 30,9% dello scorso anno al 25% del 2010".

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