SOCIETA’. Bonus bebè, denunciati 3mila stranieri

L’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (A.S.G.I.) denuncia la politica discriminatoria nei confronti dei figli di cittadinanza straniera nati in Italia e l’attuale campagna di disinformazione che stanno creando i lanci di stampa sulle centinaia di famiglie straniere in Italia che hanno ritirato il cosiddetto "Bonus Bebé". A tal fine l’A.S.G.I. denuncia:

  • la mancanza di selezione da parte degli Uffici preposti nell’invio della lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri relativa al ritiro dell’assegno di mille euro presso gli uffici postali ha fatto si che la comunicazione sia stata inviata indiscriminatamente a tutte le famiglie attraverso la Sogei (anagrafe tributaria);
  • la mancanza di necessaria informazione verso i destinatari stranieri a cui sono state recapitate lettere indirizzate personalmente al nuovo nato, sia italiano che straniero, ha indotto le persone a ritenere di avere diritto all’assegno;
  • la mancanza del necessario e semplice controllo presso le Poste Italiane dell’identita’ della
    persona avrebbe potuto evitare i fatti denunciati. Se per ritirare l’assegno, era d’obbligo
    presentare un documento d’identita’, sarebbe stata opportuna e di pubblica utilita’ una semplice verifica delle Poste che non avrebbero dovuto accettare un’autocertificazione palesemente in contraddizione con quanto emergeva dal documento d’identita’ .

Tutto ciò ha provocato un danno economico allo Stato italiano, su cui sarebbe opportuno che la Corte dei Conti aprisse un procedimento per danno erariale . Con questo comportamento non si e’ tenuto soprattutto conto delle possibili gravi conseguenze per i cittadini stranieri rispetto al loro soggiorno in Italia : la restituzione del denaro ricevuto non escluderebbe necessariamente la sussistenza del reato. La falsa autocertificazione, già intervenuta, potrebbe portare, in caso di ritenuta sussistenza dell’elemento soggettivo doloso richiesto dal reato, ad una sentenza di condanna, con pesanti conseguenze relative alla carta di soggiorno, con possibile revoca o rifiuto della medesima in caso di richiesta. Non si può poi fare a meno di considerare che la stessa restituzione della somma incassata, paradossalmente, potrebbe far scattare la denuncia, proprio perché nel momento stesso in cui l’Amministrazione dovesse ricevere l’importo potrebbe (o dovrebbe) constatare che esso era stato incassato in base ad una falsa autocertificazione, sicché il pubblico ufficiale competente dovrebbe attivare d’ufficio il procedimento penale.

L’A.S.G.I. sollecita dunque il Governo a porre rimedio a questa situazione paradossale che si è venuta a creare, a partire dal fatto che queste lettere sono state mandate indiscriminatamente a fronte di una normativa discriminatoria, prevedendo una misura che possa sanare le situazioni irregolari che si sono inevitabilmente create. Nel contempo, si auspica che l’Italia adotti misure, in tema di politica dell’immigrazione, rispondenti ai principi di parita’ di trattamento e di non-discriminazione, nel rispetto tanto dei precetti costituzionali quanto degli obblighi internazionali assunti dal nostro paese con la ratifica di precisi trattati ed accordi internazionali (Convenzione OIL n. 143/1975, Convenzione europea sui diritti umani, Convenzione di New York sui diritti del fanciullo), che la normativa in questione viene palesemente a violare.

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