SOCIETA’. Bruxelles, conferenza sull’integrazione degli immigrati nelle città europee

Oggi a Bruxelles si svolge una conferenza su "L’integrazione degli immigrati nelle città europee", un tema che è diventato centrale per le economie e le società dell’Ue, avendo guadagnato molta importanza agli occhi di tutti i cittadini europei. Le collettività locali sono i primi soggetti ad essere coinvolti da questa questione e, con il sostegno delle istituzioni europee, devono proporre azioni a favore dell’integrazione.

L’Europa ha una grande storia di immigrazione: nel 19° secolo spagnoli, portoghesi, italiani, polacchi e irlandesi hanno contribuito allo sviluppo di grandi paesi europei come la Francia e il Regno Unito. Negli ultimi decenni lavoratori africani, o del Maghreb, o della Turchia, si sono messi al servizio delle economie francese, belga, spagnola e tedesca. Oggi come in futuro si avrà bisogno dell’immigrazione che fornisce un grande apporto di mono d’opera, in una società europea che spesso ne è carente. Anche la popolazione ne trae vantaggi, in termini di natalità e di dialogo interculturale.

"Vorrei sottolineare la ricchezza culturale rappresentata dalle migrazioni" ha dichiarato Vladimir Spidla, commissario europeo responsabile del lavoro, degli affari sociali e delle pari opportunità, nell’ambito della conferenza. "Accogliendo degli stranieri noi possiamo avere delle diverse visioni del mondo o della vita quotidiana. E’ una risorsa di nuove conoscenze e di riflessioni innovative. Questa dimensione aggiunge all’apporto economico e sociale dell’immigrazione anche un valore umano".

La questione attuale, secondo Spidla, non è più tra immigrazione o non immigrazione, ma sulla sfida che l’Europa ha nel riuscire ad integrare queste forze in tutte le sfere della società. Nell’ambito della strategia di Lisbona, l’Ue si è impegnata per una politica coerente in materia di immigrazione. Da una parte c’è l’apertura dei canali dell’immigrazione legale, in un quadro comune e strutturato.

Dal punto di vista sociale, il Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 ha reso prioritaria la partecipazione degli immigrati nel mercato del lavoro. Più di un miliardo di euro sono dedicati, ogni anno, alla formazione di circa 600mila persone. Il programma PROGRESS promuove una serie di attività per aiutare gli immigrati ad avere un posto, degli studi, e a scambiarsi esperienze.

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