SOCIETA’. Bruxelles propone modifiche al codice Schengen: controlli più rapidi e meno burocrazia

La Commissione Europea propone di modificare il codice frontiere Schengen per facilitare la circolazione delle persone che attraversano le frontiere interne ed esterne dell’UE. "La nuova proposta contribuirà ad accelerare i controlli di frontiera e ad aumentare la certezza del diritto per i viaggiatori e le guardie di frontiera – ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni – Con queste nuove norme speriamo di ridurre gli inconvenienti di carattere amministrativo per chi viaggia da e verso l’Unione europea o al suo interno, facilitando così la vita dei cittadini".

Le modifiche proposte, che rispondono ai problemi pratici sorti nei primi anni d’applicazione del codice frontiere Schengen (entrato in vigore ad ottobre 2006), renderanno più chiaro il regolamento in vigore. Ecco alcuni punti delle modifiche:

  • Maggiore cooperazione fra l’UE e i paesi terzi. Un quadro giuridico per gli accordi bilaterali relativi alle verifiche di frontiera comuni sul traffico stradale rafforzerà la cooperazione alle frontiere terrestri fra gli Stati membri dell’UE e i paesi terzi vicini. Se adottate in tempo le modifiche proposte agevolerebbero l’attraversamento delle frontiere durante i Campionati europei di calcio che si terranno in Polonia e Ucraina nel 2012.
  • Controlli di frontiera più rapidi. La possibilità di creare corsie separate per i viaggiatori esenti dall’obbligo del visto consentirà una maggiore flessibilità in funzione delle necessità pratiche.
  • Meno formalità burocratiche. Saranno minori gli oneri amministrativi per le navi merci intra-UE, per gli equipaggi dei treni internazionali e per i lavoratori off-shore. Gli operatori merci interni, ad esempio, beneficeranno dell’assenza di controlli alle frontiere interne allo stesso modo degli operatori interni di traghetti, cosa attualmente non prevista.
  • Maggiore certezza del diritto per i lavoratori e le guardie di frontiera. Saranno chiarite le condizioni d’ingresso per i cittadini di paesi terzi, definendo con più precisione il metodo di calcolo del "soggiorno non superiore a tre mesi nell’arco di sei mesi" e la durata di validità dei documenti di viaggio delle persone non titolari di visto.
  • Migliore formazione delle guardie di frontiera. Sarà organizzata una formazione specializzata per le guardie di frontiera affinché siano in grado di individuare le situazioni di particolare vulnerabilità (minori non accompagnati e vittime della tratta degli esseri umani).

La proposta di modifica sarà ora discussa al Consiglio e al Parlamento europeo.

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