SOCIETA’. Bullismo, Codici: cosa fanno gli insegnanti?

Focus sul bullismo dal blog del Codici http://www.codicinobullismo.splinder.com: lo sportello denunce ha fatto registrare un calo di circa il 10% ma quello che emerge come dato preoccupante, afferma l’associazione, è che il 5% dei genitori segnala insegnanti riluttanti ad agire contro questo fenomeno. Secondo quanto afferma l’associazione, "nel corso dell’ultimo anno sono arrivate allo sportello del Codici segnalazioni da parte di genitori che hanno reclamato proprio la riluttanza da parte degli insegnanti ad agire in casi di angherie tra ragazzi. Stiamo parlando del 5% dei nostri contatti".

Altri dati evidenziano che l’82% dei contatti che arriva all’associazione sono rappresentati dai genitori, il 10% dagli insegnanti e dagli educatori, l’8% da vittime di bullismo o amici delle vittime. "Dai nostri contatti – scrive Codici – emerge che ad essere coinvolti in atti di bullismo sono gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e secondo grado. Nell’86% dei casi, infatti, gli atti di bullismo avvengono nei bagni, nei corridoi, nelle palestre e nei cortili delle scuole, mentre il 14% dei casi si consumano proprio tra le mura delle classi scolastiche, in particolare durante il cambio dell’ora o durante la ricreazione".

Commenta Monia Napolitano, sociologa dell’associazione: "Secondo quanto ci è stato denunciato è emerso che in casi, anche gravi, di bullismo, alcuni insegnanti al fine di non fare emergere le responsabilità della scuola, hanno assunto un comportamento lesivo a danno degli stessi alunni, attraverso il silenzio. In questo modo si tende a rendere il fenomeno ancora più sommerso di quanto non lo sia già. Nonostante le Istituzioni stiano facendo un buon lavoro di prevenzione contro il bullismo, è necessario fare di più e soprattutto prevenire il fenomeno attraverso l’ausilio di nuove forme di comunicazione che facciano breccia nel cuore delle nuove generazioni. Ed è proprio per questo che Codici ha ideato il Blog no bullismo, un contenitore e uno spazio rivolto soprattutto ai ragazzi che hanno voglia sia di denunciare che di condividere con noi le amarezze e le gioie della quotidianità".

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