SOCIETA’. CGIL, parte campagna di mobilitazione contro il lavoro nero

Secondo i dati Istat, nel 2005 il lavoro nero coinvolge più di 4 milioni di unità (quasi 5 per le rilevazioni Censis), di cui oltre 700mila sono immigrati (dati Caritas). Nel complesso l’economia illegale si attesta su valori stimati intorno al 20% del PIL, sottraendo circa 20 miliardi di euro ad Inps e Inail e 100 miliardi totali a danno del Welfare. E’ quanto denuncia il sindacato nazionale della CGIL, che oggi ha presentato l’iniziativa "Il rosso contro il nero", campagna di mobilitazione contro l’economia sommersa.

Dal rapporto CGIL presentato durante la conferenza stampa odierna emerge una situazione preoccupante. Su un totale di 24.875.000 di posizioni lavorative/occupati, al dicembre 2005 ben 5.982.000 sono le posizioni irregolari, con una variazione di + 286.000 unità rispetto allo scorso anno. Tali dati sembrano esser confermati dalla tendenza occupazionale verificata nel 2004, che ha registrato una crescita di posizioni lavorative, ma non degli occupati, oltre che un aumento di coloro che non cercano più lavoro e degli inoccupati.

Aumenta il divario Nord/Sud. Mentre nel Nord-Ovest, al Nord-Est ed al Centro Italia si ha una sostanziale immobilità (tra -0.9% e + 0,1%), al Sud e nelle isole si registra un + 0,7%. Nel Sud inoltre aumenta anche il numero di donne inattive, segno di un’ipotizzabile andamento al femminile dei nuovi dati di irregolarità nel Mezzogiorno.

Meglio lavoro precario che lavoro nero? Per il sindacato confederale in realtà ciò non corrisponde al vero, dato che entrambi i fenomeni mostrano un andamento crescente. Il rapporto mostra una diminuzione delle cosiddette posizioni "in grigio" (irregolari in parte) del lavoro dipendente, un aumento delle posizioni parzialmente illegali di lavoro autonomo ed un aumento di lavoro completamente irregolare. In generale l’economia sommersa ha avuto una variazione del + 4% rispetto al 2004, un dato che, sottolinea la CGIL, riguarda non i singoli lavoratori ma le posizioni lavorative, molte delle quali svolte dalle stesse persone. Un ultimo dato: nel 2005 il lavoro nero determina un’incidenza sul Prodotto Interno Lordo pari al +0,9%, pari al circa 10 miliardi di euro.

Questi i cardini delle proposte CGIL, basati sul concetto di repressione del fenomeno, con un chiaro messaggio di legalità al Paese:

  • Indici di congruità, che stabiliscano il giusto rapporto fra servizi e beni prodotti e lavoratori da impiegare nell’impresa;
  • Fondo nazionale e piano locali per l’emersione;
  • Piano di ricostruzione previdenziale;
  • Legge quadro di riforma dei servizi ispettivi;
  • Forme di incentivazione e di sostegno alle imprese;
  • Permesso automatico per i lavoratori clandestini che denunciano la situazione,regolarizzazione delle 300mila domande ancora in corso, (per gli immigrati che di fatto già lavorano in Italia), e una nuova normativa sui flussi immigratori.

"La campagna di mobilitazione "Il rosso contro il nero" – ha dichiarato il segretario generale CGIL, Guglielmo Epifani – ha non solo aspetti propagandistici e di servizio, ma testimonia proposte concrete sul territorio ed in ogni settore produttivo. I cinque anni di legislatura appena trascorsi non hanno dato i risultati auspicati dal governo Berlusconi. Oggi la CGIL mette al centro della prossima azione politica la regolarità del lavoro, che attualmente pone l’Italia fra gli ultimi paesi dell’UE. Ciò che proponiamo al nuovo governo è di ripristinare la legalità, riaffermando i diritti e la dignità delle persone, con una lotta dichiarata a lavoro nero e criminalità organizzata. E’ una sfida lanciata sia al mondo politico che alle imprese del nostro Paese".

La campagna CGIL prevede in concreto diversi strumenti:
materiali specifici (volantini, spot radio etc.); un sito internet (www.nolavoronero.it) ed un Numero Verde (848 854 388) in varie lingue; materiali informativi distribuiti su free press, radio locali, metro e stazioni; una ricerca IRES, attraverso interviste strutturate di lavoratori impiegati nell’economia sommersa; appuntamenti tematici; presentazione di report connessi all’attività del Numero Verde; manifestazione conclusiva a Firenze.

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