SOCIETA’. Carsetti (Forum acqua): “250 mila firme contro privatizzazione”

"L’acqua non si vende. Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua". È iniziata con un boom la campagna referendaria del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, volta a scongiurare la privatizzazione del settore: migliaia e migliaia di firme nel fine settimana della Liberazione, e una raccolta che ormai si attesta a circa 250 mila firme. Continuano le azioni a livello locale, come quella organizzata da Federconsumatori Sardegna che ha avviato la raccolta delle firme durante la manifestazione Ethnika svoltasi il 1° maggio presso il parco di Monte Claro a Cagliari. Ma è solo una goccia nel mare di iniziative che sta portando "acqua" alle ragioni del Comitato: ragioni etiche, ecologiche ed economiche che vogliono scongiurare la privatizzazione dell’acqua in quanto bene comune e diritto umano universale. Spiega a Help Consumatori Paolo Carsetti, del Comitato promotore del referendum sull’acqua pubblica: "Abbiamo superato le 200 mila firme, quindi rispetto al grande risultato del primo week end del 24 e 25 aprile abbiamo raddoppiato quella cifra, che era di 100 mila firme. I dati che ci stanno giungendo adesso da tutte le regioni e tutte le province ci dicono che abbiamo superato di gran lunga le 200 mila firme. Ci attestiamo intorno alle 250 mila firme".

"Possiamo dire – aggiunge – che nei primi due week end si è già raggiunto la metà delle firme necessarie per presentare i quesiti referendari e più di un terzo dell’obiettivo che ci siamo dati per il termine della raccolta, che era di 700 mila firme. Una mobilitazione straordinaria e un entusiasmo straordinario sia da chi come volontario o comitato o associazione raccoglie le firme, sia da parte di chi si ferma ai banchetti e fa file di decine di minuti e pazientemente attende il suo turno per firmare. È un risultato che ci conforta rispetto alla sensibilità che nell’opinione pubblica è molto, molto alta sul tema dell’acqua, della necessità di una gestione pubblica e del no alla privatizzazione".

L’attenzione per questo tema si sta dimostrando omogenea in tutto il paese, spiega Carsetti. "Dai dati per regione, tutti ci dicono che l’attenzione su questo tema è straordinaria. Da Nord a Sud, dalla Sicilia al Trentino Alto-Adige, i risultati sono gli stessi. Questo ci dice che sull’acqua come bene comune e come diritto umano universale, per una sua gestione pubblica, non c’è differenza nello Stivale".

Ma quali sono le conseguenze negative di una gestione privata dell’acqua? "In primis c’è una questione etica rispetto al significato simbolico dell’acqua, che è un bene essenziale alla vita, e dovrebbe essere garantita a tutti in quanto diritto umano universale – risponde Carsetti – Dall’altra parte ci sono questioni pratiche e conseguenze sui cittadini, che si sono iniziate a registrare nel momento in cui c’è stato l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico: aumenti tariffari che si aggirano intorno al 60-65% negli ultimi dieci anni, a fronte di un’inflazione del 25%. Conseguentemente non c’è stato però quel miglioramento del servizio così come era stato prospettato, perché gli investimenti sono calati, perché il privato ha necessità di far profitti quindi effettua tagli sulla qualità del servizio, sui laboratori che effettuano i controlli e le analisi, e quant’altro".

Non sono solo questioni economiche, però. Spiega il responsabile del Comitato promotore del referendum: "C’è anche una questione prettamente ambientale rispetto all’acqua in quanto risorsa naturale. Tutte le agenzie dell’Onu e gli istituti di ricerca ci dicono che diventerà e sta diventando una risorsa sempre più scarsa. Immetterla sul mercato necessariamente vedrà aumentare il consumo dei cittadini perché di anno in anno i gestori privati dovranno veder aumentare il proprio fatturato. Crediamo che questo sia uno scenario da scongiurare e che l’acqua debba essere preservata per tutta l’umanità, per tutti gli organismi viventi e per le generazioni future. Quindi bisogna andare verso politiche di risparmio idrico e uso sostenibile della risorsa per conservarla e preservarla in quanto risorsa essenziale alla vita".

di Sabrina Bergamini

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