SOCIETA’. Cassazione: “No al terzo mandato per i sindaci”. Anci: “Necessario legiferare”

Il no della Corte di Cassazione al terzo mandato ai sindaci dimostra ancora una volta la necessita’ dell’intervento del legislatore per fare definitiva chiarezza sulla questione del limite di mandato per i Sindaci”. E’ quanto afferma Secondo Amalfitano, Sindaco di Ravello e Coordinatore della Consulta Nazionale ANCI dei piccoli Comuni.

”Le decisioni assunte dalla Cassazione, ed i precedenti interventi della magistratura in materia – rileva Amalfitano – segnalano nel loro insieme che esiste una situazione contraddittoria e confusa che presta il fianco a interventi affatto dissimili che non aiutano a fare chiarezza sul diritto dei cittadini di scegliere in totale autonomia a chi affidare compiti amministrativi”.

”In attesa di leggere la sentenza della Cassazione – prosegue Amalfitano – e’ sempre più evidente quindi che la battaglia che l’ANCI sta portando avanti, anche con la candidatura di bandiera richiesta alla mia persona, oltre ad essere una battaglia di civiltà e di democrazia diventa sempre piu’ una battaglia per portare chiarezza, certezze e serenità in ambienti già travagliati da ben altre difficoltà e vicissitudini”.

”Parliamo ovviamente dei piccoli comuni – spiega Amalfitano – che giorno dopo giorno devono industriarsi per non soccombere definitivamente. Le richieste dell’ANCI al nuovo governo e al nuovo Parlamento vedono ai primissimi posti la richiesta dell’eliminazione del limite di mandato per i sindaci; e ora piu’ che mai è necessario un intervento normativo. L’auspicio e l’appello – conclude – e’ che in tutti i comuni sottoposti a questa tornata elettorale e che vedono sindaci candidati per la terza volta, la campagna elettorale sia sempre e comunque un confronto civile basato su temi amministrativi evitando speculazioni su candidature che nulla hanno di personale e che, soprattutto, non violano alcuna legge”.

Ermete Realacci, deputato della Margherita, aveva proposto, domenica durante la Festa dei Piccoli Comuni, l’abolizione dell’obbligo del termine di due anni per i comuni "lilliput": i piccoli comuni – aveva spiegato – si meritano una guida più lunga perchè ”la buona amministrazione nelle micro-realtà e’ la carta vincente’.

 

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