SOCIETA’. CdM approva maxiemendamento alla manovra

Il Consiglio dei Ministri, convocato ieri in serata in via straordinaria, ha approvato un maxiemendamento alla manovra finanziaria di settembre. Sulla scia degli indirizzi della Banca Centrale Europea e delle intese raggiunte nell’ultimo vertice dell’Unione, il Consiglio ha approvato un maxi emendamento che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal Presidente Berlusconi nella sua lettera all’UE del 26 ottobre scorso. E’ stato, inoltre, approvato uno schema di regolamento che riconosce ai Comuni capoluogo di provincia, alle Unioni dei Comuni, e ai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, la possibilità di istituire, con deliberazione del Consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio.

Ed è polemica sulle misure di liberalizzazioni che dovrebbero essere contenute nel maxiemendamento approvato dal CdM. Secondo il responsabile Consumatori e Commercio del Pd Antonio Lirosi "sulle liberalizzazioni delle professioni non c’è nessun passo avanti rispetto alle norme varate nel 2006 da Bersani". "Semmai ce ne fosse stato bisogno – continua Lirosi – è l’ennesima dimostrazione di quanto abbiano pesato sulla sorte del paese gli errori del governo di centrodestra, che appena arrivato ha cancellato numerosi buoni provvedimenti presi dal centrosinistra, dalle liberalizzazioni alle misure contro l’evasione fiscale. Sono diversi i settori bisognosi di misure per promuovere la concorrenza (trasporti, farmaci, servizi bancari, rc-auto, carburanti, etc) ed è chiaro che il Governo Berlusconi ha sprecato anche questa ultima occasione, perché è poco credibile che nel testo dell’emendamento ci possano essere disposizioni realmente efficaci in questa direzione".

Il Presidente del Forum nazionale delle parafarmacie Giuseppe Scioscia sottolinea che "le liberalizzazioni sono indispensabili a far ripartire l’economia di questo Paese: ci auguriamo che nel testo dell’emendamento ci possano essere disposizioni realmente efficaci in tal senso". "E’ questo il momento di dimostrare coraggio – insiste Scioscia – perseguendo sulla strada aperta dall’allora ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, rimuovendo ogni ostacolo alla concorrenza, in primis i privilegi di caste e intoccabili".

 

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