SOCIETA’. Censimento, partenza col “botto” informatico

È partito con disagi e file "digitali" il censimento della popolazione italiana. In molti hanno preferito l’opzione digitale già domenica stessa – il 9 ottobre è la data scelta come riferimento della rilevazione – ma il risultato dell’elevatissimo numero di accessi sono stati ritardi e un sito in tilt o fortemente rallentato che non ha permesso di compilare il questionario. L’Istat ha fatto sapere che la situazione è tornata alla normalità e che, alle 13 di ieri, erano oltre 340 mila le persone censite grazie alla compilazione del questionario via Internet, con un flusso di contatti pari a circa 50 mila persone l’ora. "Dopo le difficoltà incontrate ieri nell’accedere al sito http://censimentopopolazione.istat.it/, la situazione appare, quindi, sostanzialmente normalizzata, anche grazie al raddoppio (intervenuto nel corso della notte) della potenza della infrastruttura tecnologica appositamente sviluppata e gestita da Telecom Italia per conto dell’Istat".

Probabilmente a spingere i cittadini ad agire con prontezza è la data di riferimento: il censimento prevede infatti che le risposte si riferiscano alla situazione di domenica 9 ottobre. Ma lo stesso Istituto di statistica precisa che non c’è fretta: per compilare e restituire il questionario online – come pure nelle altre modalità previste (riconsegna agli uffici postali e ai centri comunali di raccolta) – c’è tempo fino alla fine dell’anno in corso per le famiglie che risiedono nei Comuni con meno di 20mila abitanti, fino al 31 gennaio 2012 per quelle residenti in Comuni con popolazione compresa fra 20mila e 150mila abitanti, fino al 29 febbraio 2012 per le famiglie residenti nei Comuni con più di 150mila abitanti.

Il black out informatico e i disagi riscontrati agli uffici postali, anch’essi non pronti ad accogliere da subito i moduli cartacei, hanno spinto il Codacons a protestare e a chiedere un rimborso per i cittadini coinvolti nei disservizi che, spiega il presidente Carlo Rienzi, "creano un danno evidente ai cittadini. Pensiamo a chi, anziché uscire, ha preferito dedicarsi senza successo alla compilazione dei quesiti, o a chi al contrario è uscito per recarsi alla posta, senza però riuscire a consegnare il modello, perdendo quindi inutilmente tempo. L’Istat deve rimborsare gli utenti coinvolti nei disagi, nella misura di 50 euro a cittadino – prosegue Rienzi – Abbiamo aperto sul blog www.carlorienzi.it una pagina dove chi non è riuscito a compilare il censimento, per problemi al sito o agli uffici postali, può avanzare la richiesta di indennizzo, che provvederemo a girare all’Istat e, in caso di diniego, alle competenti autorità’.

Sferzante sui disagi riscontrati dai cittadini è l’Unione Nazionale Consumatori che commenta: "Gli italiani vorrebbero correre, ma l’Italia è bloccata!". Queste le parole di Massimiliano Dona, segretario generale dell’associazione, di fronte alle numerosissime segnalazioni ricevute sui disservizi relativi alla compilazione on-line del censimento in corso.

"La premiata ditta Istat-Telecom ha dato l’ennesima dimostrazione della lentezza tecnologica del nostro Paese: l’unico luogo al mondo dove i cittadini sono più veloci di chi dovrebbe misurarli – commenta Dona – Così però l’Italia resta al palo, bloccata oggi su Internet, ieri sulle autostrade o sui binari, l’altro ieri con il black-out elettrico". L’associazione si domanda chi rimborserà i cittadini del tempo passato, invano, su procedure andate subito in tilt: "Rispetto a tutto questo – conclude Dona – passa persino in secondo piano la difficoltà di compilazione del questionario: le multe saranno solo per chi non risponde o anche per chi fa male il proprio mestiere?".

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