SOCIETA’. Censis, De Rita: dalla crisi si esce con una “seconda metamorfosi”

Contro la crisi, la "seconda metamorfosi". Le difficoltà che l’Italia ha di fronte possono avviare un processo di adattamento innovativo – che il Censis chiama "exaptation" – spinto da fattori esogeni e da agenti di trasformazione che producono cambiamento e spingono verso una "seconda metamorfosi", dopo quella attraversata dall’Italia nel periodo fra il ’45 e il ’75. Quali sono questi fattori? La presenza e il ruolo degli immigrati, l’azione di minoranze come i players internazionali, il ruolo delle donne, la nuova struttura territoriale con le grandi conurbazioni urbane, un insieme oligarchico di soggetti economici e una geopolitica che guarda sempre di più a Est e a Sud. È l’analisi che accompagna il Rapporto sulla situazione sociale del Paese presentato dal Censis. Con le parole del presidente Giuseppe De Rita: dalla crisi "se ne esce con una metamorfosi che probabilmente è già in atto anche se non ce ne siamo accorti".

Presentando il rapporto oggi a Roma, De Rita ha analizzato la crisi e l’impatto che questa ha fra gli italiani. "Alla crisi ci crediamo e non ci crediamo", ha detto, perchè la paura e l’emozione che l’accompagnano si sono un po’ consumate, per la tendenza a considerarla una bolla, per la solidità del sistema italiano e perchè gli interventi messi in atto sono "sostanzialmente minimali". Ma "questa è una crisi che segna – ha spiegato De Rita – perchè per la prima volta non abbiamo la dimensione collettiva del ‘sotto-sforzo’: la popolazione non si impegna, tende a guardare, solo l’8% vorrebbe lavorare di più mentre nella crisi del ’92/’93 il nostro sistema reagì collettivamente". Di fronte alla crisi, ha detto De Rita, "il corpo sociale italiano oggi non reagisce". Allo stesso tempo,"la crisi di oggi si gioca sulla coazione alla liquidità". "Può darsi – ha aggiunto De Rita – che la crisi si accentui proprio per questa debolezza interna, di non reagire tutti insieme, non mettersi sotto sforzo e restare liquidi".

"Se ne esce – ha spiegato però De Rita – con una metamorfosi che probabilmente è già in atto anche se non ce ne siamo accorti". Si tratta di un cambiamento che innesta elementi di invenzione e inovazione, "fattori tramutanti", sui caratteri storici del paese. Nella "nuova metamorfosi", ha spiegato il presidente Censis nella sua analisi, c’è la presenza degli immigrati, ci sono le "persone che fanno i players internazionali", la crescente presenza femminile, il senso del temperamento del consumo, il meccanismo dei territori con le seconde e terze cinture urbane e i "dieci milioni di pendolari", le megacities, "la dimensione oligarchica dei soggetti economici", lo sguardo che nei prossimi anni andrà sempre di più vero Est e Sud. "La nuova metamorfosi – ha detto De Rita – è anche invenzione di qualcosa che tramuta chimicamente il sistema".

 

di Sabrina Bergamini

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