SOCIETA’. Censis: “La cavalcata consumista è finita”

Il Censis continua la sua analisi sulla società italiana preda di una crisi antropologica e questa volta punta l’attenzione sul fatto che il mito dell’individualismo non trascina più. Le figure simbolo dell’autorità di una volta – padri, sacerdoti, insegnanti – sono venute meno, ma allo stesso tempo "l’individuo è rimasto solo" e i miti che hanno alimentato lo sviluppo economico e sociale, quelli del soggettivismo, non riescono più ad avere forza trascinante. Per il Censis la cavalcata consumista "appare oggi in declino".

Questi i numeri: "Più del 57% degli italiani ha la sensazione che, al di là dei problemi di reddito, rispetto a qualche anno fa nella propria famiglia c’è un desiderio meno intenso di acquistare beni e servizi. È un processo che parte da lontano. Il tasso medio annuo di crescita reale dei consumi si è progressivamente ridotto nei decenni: +3,7% negli anni ’70, +2,7% negli anni ’80, +1,6% negli anni ’90, +0,2% negli anni 2000. Nel 2010 le famiglie italiane hanno avuto consumi ridotti in termini reali di 1.602 euro rispetto al 2007: come se le famiglie fossero rimaste senza consumare per circa 20 giorni in un anno".

Gli italiani – e questo è facile da capire – non hanno fiducia nella mobilità sociale e pensano che i figli staranno peggio dei padri. "Il 34% degli italiani – rileva il Censis – pensa che la generazione dei figli sia destinata ad avere uno status socio-economico peggiore del proprio (mentre solo il 18% di essi vive oggi in una condizione peggiore rispetto ai propri genitori). Il 67,5% ritiene che in futuro l’Italia sarà meno benestante di oggi".

I cambiamenti fotografati dal Censis fanno inoltre riferimento alla figura del padre, che sempre meno rappresenta le regole all’interno della famiglia e sempre più è presente nel gioco con i bambini. E agli "insegnanti delusi", che non rifarebbero la scelta di voler insegnare, pensano che l’insegnamento abbia uno scarso riconoscimento sociale ed economico e che la scuola non raggiunga gli obiettivi di educazione alla convivenza civile.

Interessante l’analisi della figura dei sacerdoti "battuti dal soggettivismo etico". Gli italiani, insomma, sono ben distanti dai precetti della Chiesa: "Più del 78% degli italiani è favorevole all’utilizzo di cellule staminali per fini terapeutici, il 67% alla procreazione assistita, il 53% alla fecondazione eterologa, il 50% alla diagnosi preimpianto. Inoltre, più del 59% è favorevole alla interruzione volontaria di gravidanza e il 53% all’uso ospedaliero della pillola abortiva".

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