SOCIETA’. Censis, Rapporto Municipium 2008: ecco il quadro delle città italiane

Il 55% della popolazione italiana vive concentrata in 9 grandi regioni metropolitane dando vita ad un fenomeno particolare: il "megacentrismo territoriale" che è formato da conglomerati di insediamenti dove si svolgono tutte le attività della gente, da quelle quotidiane a quelle economiche. Nonostante questa dinamica, il 65% degli italiani giudica la qualità della propria vita abbastanza buona; il 23% dà un giudizio di eccellenza, ma riferito alle piccole città, mentre per il 12% degli abitanti la vivibilità delle grandi aree urbane è inaccettabile e addirittura nel 7% dei casi questo genera un sentimento di fuga.

Sono alcuni dei dati del Rapporto Municipium 2008 "I parametri sociali della città" realizzato dalla RUR (Rete Urbana delle Rappresentanze) e dal Censis, presentato oggi a Roma. Le maggiori insoddisfazioni sentite dagli italiani in merito all’ambiente sono per la pulizia e la manutenzione delle strade, denunciate dal 27% degli abitanti, con punte del 41% a Milano, del 48% a Roma e del 68% a Napoli. Le piccole città, con meno di 50mila abitanti, costituiscono, per l’80% degli italiani, un paradiso sostenibile, con aria pulita, verde pubblico e nessun problema di pulizia urbana.

Altro problema, che si avverte maggiormente nelle grandi città, è il traffico stradale; a Milano più dell’80% della popolazione ritiene che il traffico della proprio città sia soggetto a fenomeni di congestionamento, da cui discende la percezione diffusa di un forte inquinamento dell’aria. La soluzione dei trasporti pubblici è scarsamente praticabile: per il 40,4% dei cittadini non è conciliabile con i propri itinerari. Di notte, invece, più della metà degli intervistati denuncia problemi di sicurezza, legati alla guida pericolosa della gente che circola in quelle ore. Di conseguenza quasi un terzo degli italiani sollecita un potenziamento del servizio di trasporto pubblico; a Roma l’esigenza è avvertita dal 44,7% degli abitanti. Altro intervento da fare nel settore dei trasporti è la realizzazione di piste ciclabili e di altre misure che migliorano la circolazione in bicicletta, che è diffusa soprattutto nelle città di piccola e media dimensione.

Più della metà del campione intervistato è favorevole alla realizzazione delle infrastrutture indispensabili per uno sviluppo ambientale e sociale sostenibile, mentre il 42% ne è contrario, con una concentrazione maggiore al Nord-Est. Favorevole è il 70% dei giovani con meno di 30 anni e il 63% degli abitanti del Mezzogiorno. Tra i fattori che rendono più difficile la realizzazione di infrastrutture ci sono la scarsa credibilità della classe politica nel far fronte agli impegni, la penuria delle risorse economiche e le lungaggini burocratiche.

Spostandosi sul versante della sicurezza emerge un dato significativo: un terzo degli italiani ha subito, negli ultimi 3 anni, uno scippo o un borseggio; la percentuale sale al 56,2% tra i napoletani. Un altro dato allarmante è quello dei furti in casa, molto diffusi nelle piccole città, anche in presenza del proprietario o dei familiari. Meno diffusi sono i reati più gravi, in grado di costituire di per sé una vera e propria minaccia fisica per coloro che ne risultano vittime (rapine a mano armata 4,9%, aggressioni 4,5%).

Il confine tra il pericolo reale e quello percepito è molto sottile: quasi la metà degli italiani ritiene che i reati siano aumentati nel corso dell’ultimo anno. Le percentuali maggiori si registrano a Napoli, Roma e Milano, con punte del 69%, 68,4% e 66%. Il 12,7% del totale degli intervistati si sente costantemente insicuro, mentre il 22,6% non sente di dover mettere in atto alcuna misura preventiva. Tra le diverse forme di degrado sociale che arrecano fastidio e disagio, al primo posto ci sono gli accampamenti abusivi dei rom, seguiti dagli ubriachi per strada, dalle prostitute, i mendicanti e i barboni e i venditori ambulanti abusivi. Roma si distingue per la maggiore reattività verso queste presenze non gradite.

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